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Scritto da Giampaolo Scaglione
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luned́ 17 dicembre 2007 |
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Quando l’hard-rock puro e il basket d’alta scuola si fondono, i risultati possono essere sorprendenti.
Correva il 1987 e i Celtics erano ancora la squadra da battere: a Bird, McHale e Parish le note di Celebration dei Kool & The Gang, brano ufficiale delle Finali Nba 1981, avevano portato fortuna. Dalle parti di Los Angeles, Axl Rose e Tracii Guns stavano mettendo in piedi una band che di lì a poco avrebbe fatto parlare di sé, anche se non per episodi del tutto edificanti.
L’inizio di tutto fu Welcome To The Jungle: meno di cinque minuti di parole dure e riff incendiari. Rose e un suo amico avevano dato un passaggio a un senzatetto e stavano attraversando New York: l’autostoppista, nonché ricambiare la cortesia dei due giovanotti, pensò di incutere timore ai due sibilando il fatidico “You know where you are? You’re in the jungle baby, you’re gonna die !”.
Poche parole che bastarono a ispirare a Rose e, di riflesso, al chitarrista Slash uno dei manifesti dello hard-rock. Da allora, la band californiana decollò e prese quota: i concerti dei GNR divennero obbligatori per tutti i cultori del genere, anche se l’energia e la rabbia che sprigionavano poteva avere effetti collaterali piuttosto spiacevoli.
Nel 2002 i Celtics arrivarono ai play-off e qualcuno pensò bene di caricare a dovere un ambiente che tutto sommato restava freddino di fronte alle imprese di Pierce&Walker. Non c’era musica più indicata di quella di Welcome To The Jungle per risvegliare gli animi dei fans biancoverdi: le note di quella canzone del resto risuonavano un po’ dovunque ci fosse sport, in America.
Già, perché il tizio che Rose aveva caricato in macchina era stato, a suo modo, un genio: “You know where you are? You’re in the jungle baby, you’re gonna die !” è un qualcosa che a un avversario non del tutto convinto dei propri mezzi può incutere timore. Così, anche il Fleet Center venne ribattezzato The Jungle.
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