Christian Spazian
ha scritto:
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| Questa squadra ci sta dando enormi soddisfazioni e quell'UBUNTU (versione riveduta e corretta del pride) può portarci veramente un alto. Un solo invito: non chiamiamoli BigThree, ora c'è il loro nome, PGA Tour, e forse ne appariranno altri. |
Meisk
ha scritto:
Ottimo articolo come sempre, Leo: se devo fare un appunto, aldilà di Big Three o PGA Tour....mettici la "h" se li chiami nel primo modo, altrimenti diventano il grande albero.... Tornando seri, la cosa che sorprende di più è il livello a cui siamo dopo un mese e mezzo di RS: come risultati e come gioco, come garanzia di successo nelle gare facili. Se le primissime gare erano evidentemente giocate sulle ali dell'entusiasmo, adesso siamo già vicini ad una macchina da Regular Season, che accelera solo quando deve, sempre solo dopo l'intervallo (i primi due quarti servono solo per le statistiche) annientando le speranze degli avversari. Ci sono 82 partite da fare prime degli agognati Playoff, ed è così che le grandi suqadre si amministrano, ed era così che negli anni scorsi perdevamo sempre (sempre nello stesso modo!)con i Pistons, squadre più quadrata dell'est: arrivavamo a giocarcela nel terzo/quarto periodo, e poi loro scappavano inesorabilmente via. All'epoca ci bastava così, come se fosse un discreto risultato giocarsela (uhm come cambiano le cose) adesso invece capiamo com'è bello giocare al gatto col topo. L'ultimo passo andrà fatto contro le grandi o presunte tali dell'ovest: dico presunte perchè sono curioso di vedere cosa combiniamo contro Spurs, Suns e al limite Mavs anche se sono la brutta copia dell'anno passato: sì perchè a quelli che ritengono che abbiamo avuto un calendario facile, ricordo che le 3 squadre dell'ovest che abbiamo spazzato via sono Denver (14 - Lakers (13 - e Golden State (12-10), non propriamente Sonics o Wolves... Ultima parola su Davis: sicuramente giocare di fianco a Garnett in una squadra che si sta dimostrando vincente è molto più facile che emergere in una realtà perdente, per il ragazzo sta dimostrando oltre alle qualità tecniche che erano indubbie anche prima di cominciare, una etica del lavoro ed una capacità di farsi trovare pronto davvero interessanti. Non serve granchè spaccare il mondo in allenamento e non riuscire a far nulla in partita (qualcuno ha detto Gerald Green?!?), questo ha tirato fuori la miglior prestazione della breve carriera al primo start in quintetto.... PS ma vi ricordate dove eravamo a giugno?!?!?!? Ainge santo subito..... ![]() |
Leonardo Ancilli
ha scritto:
Ottimo commento Meisk .... quand'è che ti decidi ad entrare in redazione ? Discorso ovviamente esteso a chiunque volesse dare una mano ![]() |
Michele Pulcini
ha scritto:
| Leo, sai bene che concordo con moltissime tue tesi, quindi sposo l'articolo. Aggiungo che è un piacere vederli giocare: contro i Kings ho visto un recupero difensivo di Garnett che è andato in contropiede palleggiando, dai e vai con Allen e conclusione il alley up, un sogno pochi mesi fa. Ma i progressi ci sono da tutti, lo stesso Rondo che gioca 1c1 in penetrazione centrale l'ultimo pallone del quarto, per concludere o scaricare al compagno libero, gli aiuti e rotazioni difensive di moltissimi (Scal e TAllen compresi), il rendimento costante di Perk e molte sue prove difensive contro avversari come Shaq, la solidità in attacco e difesa di Posey. Però, sinceramente, quello che mi piace di più in assoluto e vedere Ray Allen, dopo anni lo studio in tutte le sue partite ed è un grandissimo: provare a seguirlo con e senza la palla, non è mai fuori controllo del corpo, quando penetra è sempre in equilibrio e sa benissimo dove sono i compagni, che tiri con il 41% o con il 45% è secondario oggi, lui saprà mettere il canestro decisivo (già due peraltro) e si vede la differenza nell'essere la terza (forse?) opzione offensiva, super davvero. Ultima nota per il capitano: eccezionale! di una completezza raramente vista negli anni precedenti nei quali troppo spesso è stato raddoppiato e triplicato e doveva spendere le sue energie in attacco. Oggi difende alla grande quando serve (visto contro Artest?), serve oltre 5 assist a sera, prende rimbalzi, segna da tre, ora è sopra l'80% ai liberi e 1c1 senza aiuti è immarcabile; forzature molto diminuite rispetto al passato (tte credo!) una forza della natura. |
DNGMRZ
ha scritto:
| 34-20 5= 19 i titoli che avremo nel 2010 |
Christian Spazian
ha scritto:
34-20 5= 19 Perchè voli basso? ![]() |
Enrico
ha scritto:
| Fondamentale la voglia di perseguire un obiettivo che per molti è visto come "l'acqua nel deserto". Ci potranno essere serate storte ma quella voglia è veramente la cosa in più che gli altri, forse, non hanno dentro e che li scuote così ferocemente. |
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Così se è molto semplice notare che le cifre offensive di Ray Allen potrebbero essere migliori, non dovrebbe neppure essere difficile notare che Ray Allen in difesa è ad un livello mai visto prima in carriera (suonare al campanello di tale Gordon Ben per ulteriori informazioni in merito, visto la totale eclissi a cui è stato sottoposto di recente), e in attacco lo staff tecnico gli sta chiedendo qualcosa di diverso dalla sua precedente vita, infatti Ray Allen penetra molto di più (e tra l'altro molto bene) rispetto al passato. Ovvio che in questa fase transitoria, le sue cifre ne risentano un minimo, ma alla fine i conti andranno fatti in tarda primavera e se per allora Ray si sarà creato questo doppia dimensione per gli avversari il rebus su come difendere contro di noi potrebbe essere ancora più difficile da risolvere.
Poteva mancare ai Celtics la consueta magata di Ainge al draft ? Certo che no, solo che nel clamore estivo l'arrivo di Glen Davis a Boston nella trade con i Sonics è passato quasi inosservato. Glen reduce da una stagione al college non all'altezza di quella precedente dove con LSU era arrivato alla Final Four, aveva avuto pure sfortuna rimediando un paio di piccoli infortuni durante i workout con Philadelphia che sembrava seriamente intenzionata a sceglierlo al primo giro. Il destino lo recapita nelle mani del "sor Ainge", che come al solito spiazza tutti, lasciando li Nick Fazekas e Josh McRoberts sicuramente più quotati di Davis in quei giorni, ricevendosi la sua bella dose di critiche. Chissà tutti quei critici cosa ne pensano oggi della scelta di Ainge, dopo che una buona metà del primo giro di uno dei draft più quotati di sempre non da il minimo segnale di vita e che i due "bianchi" sopra citati di fatto non vedono campo. Che poi a Boston ci sia il "segreto di pulcinella" ossia il signor Clifford Ray è cosa nota, ma attenzione a non sottovalutare l'agonismo e la voglia di questo "ragazzone", perché se con quelli colma qualche carenza difensiva e atletica, poi in attacco le mani sono cinque stelle (leggi recente 10/10 dalla lunetta), e lo stesso Garnett in attacco lo coinvolge sempre molto presto nell'azione e non solo per trovarlo poi più carico in difesa, ma anche perché dalle sue mani può nascere lo scarico o un tiro vellutato in pochi decimi di secondo. Rimbalzista che per la mole è davvero notevole, ha il grande pregio che una volta catturato il rimbalzo offensivo va con facilità al tiro senza doversi aggiustare o mettere palla in terra a differenza di quello che fa Perkins un pò più macchinoso in merito, e questo fattore oltre che ad una maggiore quantità di tiri segnati, gli consente frequenti viaggi in lunetta. Quindi per i Celtics c'è una freccia in più in faretra, unica cosa da evitare un inutile dualismo con Kendrick Perkins, visto che i due per specifiche tecniche si completano a meraviglia. Però la vera esplosione io ne la attendo per il prossimo anno, perché conoscendo il modo di lavoro dello staff tecnico, è facile immaginare che si presenterà al via con molti chili in meno, e che le cure di Clifford fisicamente lo stravolgeranno. Intanto al capitolo "panchina corta", dopo le certezze House e Posey aggiungiamo pure lui.
Lakers (13 - 




