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Garnett nella citta del trifoglio. 10 domande per dire la mia.
Lo scambio
A vederne una rappresentazione grafica, come questa pagina dell’Herald fa davvero impressione, perchè mai nell’NBA un giocatore era andato via per 7 giocatori, dei quali il cap filler è stato ritenuto Gomes, che sarebbe uno con la potenzialità di essere il sesto uomo dell’anno nella lega.
Dello scambio tra i più tecnicamente scoinvolgenti dell’ultimo ventennio è davvero difficile fare un articolo a freddo, dato che sull’argomento non c’è analista al mondo che si sia potuto esimere da un dettagliato commento.
Beh, allora, non potendo aggiungere nulla, provo semplicemente a dire umilissimamente la mia come nuovo punto di partenza di discussione, ma anche per salvaguardare dall’implosione da commento gli altri articoli interessati.
Per farlo ecco a voi 10 domande.
Garnett, uno dei primi 5 giocatori della lega vale tecnicamente i 7 giocatori per cui è stato ceduto?
Sommando i valori assoluti dei giocatori in ballo, per quanto si possa considerare forte il ragazzo da Farragut Academy, lo scambio tecnicamente è a perdere, come a mio parere sia stato anche quello di Ray Allen.
Vanno via:
Un probabile futuro all star, che seppur inferiore a Kevin per istinti e talento possiede una delle caratteristiche più devastanti e tatticamente redditizia di questo gioco, la capacità di creare spalle a canestro.
Un sesto uomo d’èlite con un intelligenza cestistica irreale che da solo fa metà panchina.
Un potenziale crack, condannato attualmente dal rappresentare pienamente quella generazione X senza in-between game, ma con tiro dalla distanza e atletismo capaci di renderlo, un giorno, un all star offensivamente immarcabile e difensivamente difficile da superare.
Un talento in cabina di regia difficile, probabilmente già perso per un ruolo di alto livello, ma ancora potenzialmente un giocatore da cambi di ritmo e parziali come pochi in questa lega.
Un contratto allettantissimo, in scadenza a fine anno, che porta dietro un giocatore di un’esperienza e cattiveria cestistica superiori, forse addirittura ancora sano nonostante le voci di un infortunio alla schiena difficile da superare.
2 prime scelte, di cui una sulla carta da lotteria.
In campo però vanno 5 giocatori alla volta e se uno, seppur inferiore, valga più della metà di questi sette la differenza risulta decisiva (tradotto di ottimi giocatori ne trovi quanti vuoi, di campioni assoluti col lanternino) e poi la sequela di “potenzialmente” che accompagnavano le descrizioni dei giocatori spiegano che con Pierce nel fiore degli anni è adesso che si voglia vincere e questo già spiega tutto.
Come giudicare lo scambio da un punto di vista emozionale?
Piange il cuore veder andar via dei giocatori che si è immaginati essere protagonisti dell’agognatissima e sospiratissima corsa al diciassettesimo anello, ed ovviamente ne risentirà anche lo spirito di appartenza trovarsi l’anno prossimo a dover odiare/amare una marea di facce nuove.
Se però si pensa ad un giocatore che porti con sè, oltre al talento cristallino, una passione tale da poter soverchiare tutto questo, quello è Kevin Garnett; è bastato vederlo in conferenza stampa ridere come un bambino per l’opportunità finalmente avuta e allo stesso tempo promettere, come un leader dallo sguardo di marmo, di rispettare la dinastia e la mistica della nostra maglia per capire quanto sempre si è detto di lui, cioè che è uno che questo gioco l’ha sempre rispettato e amato, ed in questo gioco gli è sempre piaciuto vincere.
Finanziariamente il gioco varrà la candela
Finanziariamente il consapevole salasso ancorerà per gli anni a venire la squadra della città dei fagioli ad acquisti finanziariamente oculatissimi, condizionati dalla speranza di mancati rilanci altrui e di volontà ferree dei giocatori coinvolti.
Ma il contratto così strutturato:
$23.75 milioni nel 2007-08
$24.75 milioni nel 2008-09
$16.4 milioni nel 2009-10
$18.8 milioni nel 2010-11
$21.2 milioni nel 2011-12
prevede già che tra 2 anni, quando si potrà riusare la mid-level exception, il calo di 8 milioni di dollari nei guadagni del nuovo numero 5 in biancoverde e la possibilità dell’arrivo di un altro buon free agent senza rischiare di pagare la luxury tax, come invece si sarà costretti a fare quest’anno e il prossimo.
Quali giocatori a roster beneficeranno di più dell’arrivo del bigliettone?
Ovviamente il primo sarà Paul Pierce che smetterà la modalità grassoccio imbronciato per ritirar fuori quella carica devastante che gli porterà la caccia al titolo. I lunghi che affiancheranno Garnett esalteranno le loro doti, Perkins non dovrà tenere sempre un occhio all’uomo che fu di Jefferson e potrà ruotare difensivamente con decisione ed aiutare con la sua ruvida difesa rischiando meno di andare fuori equilibrio e commettere falli.
Glen Big Baby Davis muovendosi con agilità e grazie alle sue proverbiali mani dolci potrà trovare facili conclusioni grazie alla mancanza di raddoppi e agli scarichi di Kevin. House e Allen tireranno con spazi inattesi, come è ovvio che sia. Ma se devo puntare la mia monetina sul comeback dell’anno in casa Celtics io vado coll’ intellettuale dai capelli rossi, Scalabrine che incarna, in versione mignon, un pò tutte e 3 le caratteristiche qui succitate per gli altri 3 giocatori.
Quanto manca ai Celtics per diventare campioni NBA
Manca dimostrare che i 3 grandi siano davvero un concentrato di passione ed intelligenza cestistica oltre che di talento.
Mancano almeno un paio di uomini, un play essenziale ma capace in regia ed efficace anche al tiro, manca un lungo d’esperienza a cui nessun arbitro si senta autorizzato nei playoffs a fischiare ad ogni contatto duro.
I miei nomi? Jasikevicius (per il quale offrirei Powe) e PJ Brown.
Manca un idea di squadra con una sua fisionima ben definita ed obiettivi di gioco chiari e delineati.
Manca una realtà di squadra che dimostri sul campo di essere quanto di fantastico sulla carta ci si possa aspettare.
Potremo goderci i nostri “eroi” senza barcamenarci in pornografiche operazioni informatiche?
Beh, inutile dire che, come tutti sapranno, il calendario è stato rinviato proprio per dare ai Celtics la visibilità televisiva che meritano, quinti Sky e Sportitalia già dall’esordio con Washington avranno un’ampia scelta di partite dei ragazzi del trifoglio da proporci.
In più si attende a breve la conferma della nascita di un servizio di acquisto del pacchetto delle partite online sul sito ufficiale, per poterci godere i nostri beneamati praticamente ogni volta che vorremo direttamente dai pc di casa nostra.
Quanto potrà durare questa corsa al titolo?
Per me, considerando questa fisionomia, potranno esser protagonisti, salvo infortuni irreparabili, per 4 stagioni, 5 se un giocatore ancora sulla cresta dell’onda chiedesse di unirsi ad un’eventuale struttura vincente.
Dove potranno arrivare i Celtics già dall’anno venturo
Il limite è il cielo con 3 giocatori di questo calibro ma, realisticamente, per me, considerando che è davvero dura che il GM le azzecchi tutte al primo colpo per il primo anno, il massimo da attendersi è una finale di conference (poi se infortuni o sbandate altrui, stile Mavs, ti danno una mano…).
Più che l’anno successivo saranno, grazie alle possibilità finanziarie, il terzo ed il quarto anno quelli in cui o si vince tutto o si è persa la scommessa.
Doc è l’uomo giusto?
Anche su questo punto si è discusso tanto, ed in molti si è convenuto che un player’s coach come il nostro sia più adatto a guidare una squadra che per gran parte andrà da sola, giocandosela maggiormente sul lato emozionale e di pubbliche relazioni.
Resta il fatto se io dovessi personalmente scommettere sull’eventuale coach del titolo numero 17, io direi che a fine anno il volto sarà un altro e Carslile è il nome che più mi viene in mente, anche perchè, oltre all’indubbia preparazione tecnica, non ci sono personalità difficili nell’attuale roster biancoverde, pari a quelle che sono state capaci di metterlo in forte difficoltà nelle sue recenti, scorse avventure NBA.
Cosa ci si può augurare per la prossima stagione?
Di divertirci, finalmente, da protagonisti vincenti, temuti e rispettati in qualsiasi campo della lega.
Forza NOI in biancoverde, in campo e sulle tastiere, è giunto il momento di rialzare la testa ed augurarci un inboccalupo davvero meritato.
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