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RECAP: Miami vs Boston 85 - 95 PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Movy Apicella   
venerdì 30 novembre 2007
Vittoria autoritaria dei Celtics a casa dei Miami Heat. Paul Pierce apre le danze con un primo quarto da 18 punti e i Celtics lentamente dilagano arrivando al +28 a fine terzo quarto. Poi arriva il tentativo di rimonta di Miami, che nonostante tutto i Celtics controllano senza problemi.

RECAP 

Un'ottimo fattore per calcolare la qualità della vita è valutare i problemi che ci si trova a porsi.at_miaonealwade.jpg
Da questa trasferta chiedevamo risposte alla capacità dei ragazzi del trifoglio di farsi valere lontano dal garden in gare di grande personalità, ritorniamo col dubbio di non essere capaci di gestire ampi vantaggi (+28 punti).
Sarebbe un problema anche di una certa gravità se l'opera fosse mai completa e i vantaggi sperperati portassero a sconfitte per definizione evitabili, potremmo appellarci allora alla mancanza di Killer Instinct, ma poi tra i nostri 3 leader qualcuno che dia la mandata finale al chiavistello che chiude la partita c'è sempre.
Insomma i Celtics restano con il miglior record della lega (13-2) e con una convinzione sempre crescente che solo il nostro approccio riesca a complicarci le gare.
Interessante il 4-0 nelle seconde partite dei back-to-back, 3 delle quali trasferte, alla faccia dei critici dell'iperutilizzo dei nostro tridente.

La cronaca
Di fronte ai 20.022 e alla televisione nazionale Riley conferma la classe operaia al potere del suo backcourt, con il non tramontato Hardway e Quinn che partono titolari.
Nonostante la notte prima l'albergo dei biancoverdi si fosse stato raggiunto solo alle 4 di mattina, i Celtics paiono tutt'altro che intontiti e partono fortissimo ma Miami risponde colpo su colpo.
Primo quarto ad alto punteggio 31-25 per i biancoverdi, sono i lunghi a tenere in partita la squadra della Florida: 8 punti per Haslem 6 per O'Neal.
Pierce aveva lamentato una certa passività nei primi minuti delle trasferte rispetto a squadre che entravano in campo con tutta la voglia del mondo di far fare brutta figura ai primi della classe.
Il capitano, parole e fatti: dopo un quarto d'ora di gioco Pierce ha 15 punti con 3/3 da oltre l'arco e 5/5 dalla lunetta.at_miapiercebotta.jpg
Con una fortissima pressione sulla palla che causerà 11 palle perse agli Heat all'intervallo e con una grande circolazione che darà adito a 8 bombe a segno e al 59-41 di fine primo tempo, i Celtics scavano il primo break decisivo.
All'inizio della terza frazione i Celtics vanno decisi da Garnett in post basso, 6 punti in meno di un minuto e mezzo, Celtics a + 25, Miami deve collassare sul nostro lungo, anche perchè non può anticiparlo non potendo rinunciare ai suoi lunghi stanziali, in una serata al tiro come quella di ieri (12/22 alla fine da 3 per i Celtics) è più di una resa per la squadra di un imbrigliatissimo Wade.
Siamo 83/55, Pierce ha messo altre 2 bombe ed i commentatori di NBA League Pass parlano di un altro Celtics blowout.
Ma la scossa Williams con 2 bombe folli negli ultimi 30 secondi del quarto regala una speranza ai tifosi della Miami Arena.
83-61 il finale del terzo quarto. Nell'intervallo Rivers era stato troppo convincente nel narrare la storia del pugile Meldrick Taylor che nettamente in vantaggio con il campionissimo Chavez aveva cominciato a saltellare ballare e giochicchiare, alla fine solo la sirena del 12esimo round lo salvò dalla sconfitta sotto i colpi di un orgogliosissimo avversario che lo mise al tappeto.
I Celtics non capiscono la metafora e invece procedono all'imitazione, da questo momento in poi i Celtics ormai usciti dalla partita e probabilmente anche pagando la fatica del back-to-back vanno in crisi realizzativa, con la difesa riescono a tener botta, ma l'attacco Heat prende solo jumper nei primi 5 secondi dell'azione.
Heat a -7, 86-79, poi finalmente Allen segna dal campo (per 10 minuti consecutivi i Celtics non ci erano riusciti), dopo una sequela di liberi pick & Roll Pierce-Garnett con quest'ultimo che conquista un canestro e fallo 95-83 Celtics, un paio di ottime difese dell'ex Posey e partita finita.at_miabench.jpg

Il migliore
Comunque Pierce. 27 punti, 18 nel primo tempo, le 2 bombe del terzo lui in fondo la partita l'avrebbe chiusa.

Il peggiore
Allen sottotono al tiro, ma quando conta c'è sempre e allora andiamo provocatoriamente con Glen Davis, non schierato dal Coach, forse contro Shaq e Mourning era la partita meno adatta alla sua crescita ma spiace non abbia fatto abbastanza per meritare la fiducia di poter almeno tenere il campo continuativamente.

La sorpresa
Rondo fa le cose con calma, aspetta la partita offensivamente venga da lui (5 assists su 6 nella ripresa) e, nel frattempo lotta in difesa su Wade.

Statistiche
23p 9r per Garnett, 17p 4a 4r per Allen con 3/17 al tiro, ma 10/11 ai liberi, Pierce aggiunge 7 rimbalzi ma anche 5 falli e 6 perse al suo match. Nessuna stoppata per i Celtics che seppur sottomedia hanno i soliti bei 17 assists per 29 tiri.
Per gli Heat Jason Williams scatenato, il 55 fa 6/12 da 3 e riporta in gara i suoi, 13p 11r per Shaq che si tiene alla routine di 7 tiri con 6 a segno, Haslem 18+10 Wade tenuto a 2/11 dal campo e solo un assist.

Classifiche e Calendario

Lasciati gli Heat a rimuginare sul loro inatteso deludentissimo record di 4-11, la meraviglia dell'NBA, domenica ci si rimette in gioco, la vendetta è un sentimento profondamente umano, ma immarcescibilmente sportivo. Doveroso auspicare i campioni in carica della Eastern Conference si presentino al completo con il Prescelto in campo ad assistere all'impotente disfatta dei suoi Cavaliers.
Lo strapotere evidenziato al TD BankNorth Garden diventa doveroso da preservare contro una delle 2 squadre capace di apporre una L sul taccuino dei nostri risultati stagionali.
L'han fatto orgogliosamente (tutto esaurito alla Quicken Loans, LeBron a predicare il Verbo, selvaggi a rimbalzo i 2 lunghi titolari), ma anche grazie a una convergenza astrale più che favorevole (supplementare, liberi decisivi sbagliati da mister 90% R.Allen, Gooden e Ilga infallibili dalla media).
Sappiamo bene che in questa lega da 3 partite a settimane non tutte le gare hanno lo stesso peso, il segnale da mandare ai Cavs deve essere perentorio, e al "Tu non puoi passare!!!" col quale è stato accolto ogni ospite al Garden va aggiunto un bel "Il re è nudo e la sua corona è di cartone!", perchè credo che i Boston abbiano le qualità per evidenziare inequivocabilmente questa conference non sia più di proprietà della squadra dell'Ohio, di quella che come l'immaginario collettivo vuole deve rimanere la città sportivamente più triste d'America.
 

PREVIEW

Quest'anno 2 volte i Celtics usciti dalla loro confortevole casa (21.6 di media distacco rifilato agli avversari) hanno dovuto affrontare forti venti di Levante (Orlando e Cleveland) e 2 volte sono tornati con un brutto raffredore.
Se sia sintomo di qualche malattia più grave, o se bisognava solo (e)seguire più attentamente i consigli della nonna (entrambe le partite ad un certo punto sembravano girate dalla nostra parte) ce lo dirà un pò di più probabilmente la gara di stasera.
Il vento di Miami è caldo come il nome della squadra della Florida, anche perchè la squadra sa di non meritare la classifica che attualmente la vede ultima nella Southeast con un record di 5 sconfitte e 2 sole vittorie in casa (stesso record esterno per un totale di 4-10).
Anche a Miami Ricky Davis ha fatto capire che tutto l'attacco che può fornire alla squadra è troppo decontestualizzato da un'idea di gioco di squadra per cui anche il santone di Riley ha deciso di dargli in mano le chiavi del quintetto delle riserve, a venirgli dietro in panchina (e non solo) è stato deputato anche Jason Williams che con l'età passo dopo passo stava dando una regolata al suo playmaking, ma al quale adesso si richiederà di dare la scossa alla squadra e alzare il ritmo uscendo dalla panca.
Il primo esperimento ha dato buoni frutti trasformando in una passeggiata (non suggestiva come quelle dei Celtics al TD Bank in questo periodo) contro i Bobcats (ehhh, purtroppo attualmente siamo troppo più stimolanti di ogni altra squadra NBA), con la panchina a scavare il solco, un ampio garbage time e tanto riposo per le 2 stelle.
Contro un lungo dominante come ancora a tratti sa essere Shaq i Celtics non sembra abbiamo sempre trovato risposte quest'anno, vedremo quanto andremo "piccoli" con Garnett da 5.

Head to Head
R.Rondo - B.Quinn
Probabile, si diceva la conferma del ragazzo da Notre Dame che nonostante un gioco umile ha una certa personalità, quanto tempo passerà prima che Rondo attaccandolo costringa Riley a gettare nella mischia William sarà uno dei metri di paragone importanti per capire l'andamento del match.

R.Allen - D.Wade
Con i 2 "finti partenti" dietro assegnamo Wade ad Allen ma la situazione sarà molto più dinamica con R.Davis, Cook e D.Wright (infortunato nell'ultimo match ma probabilmente della gara) con consistenti minutaggi. Le sue canoniche triple Ray dovrà cercarle in transizione, perchè avrà avversari grossi e tosti che però potrebbero deficitare in transizione difensiva, Wade compreso. L'asso di Miami sempre più ristabilito, ma non ancora al top si prenderà iniziative ma sembra i destini della sua squadra quest'anno non siano così strettamente correlati al suo apporto offensivo in termini di punti. Come nell'ultima azione dell'"andata" gli verrà probabilmente concesso il jumper, un'altra delle chiavi della partita.

P.Pierce - A.Hardway
Hardaway si barcamena, con il nome più che con le gambe riesce ancora a proporsi come difensore più che discreto, ha l'intelligenza per provare a limitare Pierce, ma se il nostro capitano riesce a strabordare, saranno costretti a assegnargli Wade e la partita può piegare a nostro favore.

K.Garnett - U.Haslem
Se Perkins tiene almeno decentemente O'Neal allora Haslem deve tenere Kevin, e per quanto il ragazzo lavori davvero bene difensivamente e possa provare ad allargare il campo con il jumper l'ago della bilancia indicherebbe fisso biancoverde.

K.Perkins - S.O'Neal
O'Neal non è più quello di una volta e certe volte può essere anche un vantaggio per gli Heat, perchè è sparito anche un certo arbitraggio che faceva dell'area presidiata da Shaq un porto franco dove sia allo strapotente gigante da LSU sia all'avversario se era un giocatore fisico come Kendrick erano concessi contatti fuori norma. Adesso il numero di falli sale con irrisoria facilità, fondamentale per il nostro centro partire alla grandissima e stare attentissimo a non concedere la possibilità alle zebre di fischi casalinghi che potrebbero escluderlo dalla partita, se resta in campo almeno 8 minuti nel primo quarto e riesce a contenere come sa fare potremmo non dover tornare a constatare il problema della difesa su di un lungo accentratore.
Dalla panca
Posey è l'ex e torna sul parquet dove ha conquistato la fama di mastino vincente, House sarà in campo quando anche per Miami sarà entrato il gruppo dei velocisti, dovrà contrastare la loro probabile vena offensiva. La partia sarà estremamente fisica e tesa, Pollard e T.Allen sani farebbero decisamente comodo. Si aspetta ancora che Scalabrine batta 2 colpi di seguito.
Con gli innesti di Williams, Davis e Cook la partita degli Heat gira, il ritmo aumenta vertiginosamente, ma con esso anche l'estemporaneità delle soluzioni, se siamo preparati ad attenderci questa fiammata e la conseguente esaltazione del pubblico dell'Arena e limitiamo il probabile parziale (per me Doc fa uscire rapidamente Allen per riproporlo contro la second unit degli Heat) gli togliamo un'arma importantissima.

Tirando le somme partita durissima probabilmente da decidersi in volata e che sarebbe molto molto molto importante portare a casa, anche per continuare a coltivare il sogno del primo posto nella lega.

Commenti (26)add comment

Christian Spazian ha scritto:

  Partita molto interessante, con una Miami che si sta riprendendo bene. Da guardare decisamente in diretta (speriamo che la facciano vedere da qualche parte, neanche questa volta League Pass la trasmette).
commento inserito alle 17:11 del 30 novembre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Priorità assoluta: tenere Shaq nei primi tre/quattro minuti senza che perkins si carichi di falli, com'è stato fatto nella prima partita.
Se ci riusciamo, poi Shaq è più stanco e incide meno, Wade senza di lui diventa "umano" e gli altri fanno meno paura, compreso Ricky davis, con noi sempre un ex dal dente più che avvelenato.

Loro hanno il secondo peggiore attacco della lega (statistica inficiata dall'assenza iniziale di Wade), ma la seconda migliore (inutile dire ci ha la prima) come punti subiti; percentuale concessa? .443, tra i migliori dieci (noi sempre primi); differenziale ai rimbalzi? molto male, terzultimi con -3,86 (ancora noi primi, unici sopra a 5); recuperi difensivi? noni e noi terzi.
Insomma, sarà per l'assenza di Wade, ma statisticamente non una grande squadra e il record parla chiaro, anche se hanno vinto 3 delle ultime 5, compresi i Rockets la settimana scorsa con Wade e Shaq di nuovo incisivi, ma sconfitti da Orlando nel derby, concedendo il 56% al tiro.
Forse sarebbe meglio provare ad alzare il ritmo (Rondo pensaci tu) soprattutto quando Shaq è in campo e allargare il campo come già parzialmente fatto nel primo incontro.

Let's go Celtics!
commento inserito alle 17:17 del 30 novembre 2007

Teti ha scritto:

  Curioso. Non mi espongo in pronostici perché credo che tutto sarà deciso da piccoli momenti... dobbiamo essere bravi a leggere la partita e ad aggiudicarci i momenti importanti.

Saluti
commento inserito alle 18:18 del 30 novembre 2007

Stefano Papa ha scritto:

  Si vede la partita queata sera da qualche parte?
commento inserito alle 18:32 del 30 novembre 2007

Tozzy ha scritto:

  In P2P ci dovrebbero essere 2 canali che la trasmettono....
commento inserito alle 18:43 del 30 novembre 2007

Christian Spazian ha scritto:

  Causa cena di classe potrò postare i canali dove si vede la partita solo al mio ritorno.

A dopo.
commento inserito alle 19:33 del 30 novembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Notte importante per la vetta dell'est, Magic ospiti dei Suns (su sportItalia) e noi a Miami. Per noi gara dura, il record di Miami è falsato dall'assenza di Wade anche se chiaramente la squadra non è al massimo, però con un front line con Zo Shaq e Haslem non c'è da scherzare.

Le energie ci dovrebbero essere, secondo me sarà importante servire con continuità Garnett in post sia per dare il via da li ai giochi degli altri sia per le sue conclusioni che potrebbero portare a qualche fallo di troppo i lunghi di Miami, e qui servirà pure Perkins.
commento inserito alle 21:44 del 30 novembre 2007

Christian Spazian ha scritto:

  La partita si può dividere in due parti: la prima comprende i primi 3 quarti, in cui i Celtics hanno dominato e chiuso con ben 22 punti di vantaggio. Grande gioco, ottima circolazione di palla, Pierce stellare, Rondo assistman incredibile.

La seconda parte comprende l'ultimo quarto, in cui una difesa furiosa degli Heat ci ha quasi fatto rischiare la sconfitta. Solo un pò d'imprecisione da parte loro ed un minimo di ritrovo del tiro da parte nostra ci ha permesso di portare a casa la vittoria. Abbiamo segnato un canestro dal campo dopo 5 minuti e 41 secondi dall'inizio del quarto.

Mi dispiace ripetermi, ma insisto col dire che a noi serve un play esperto che sappia cosa fare quando la palla scotta: Rondo andrebbe bene ma è giovane, House non è un play e la coppia Allen-Pierce non può fare il play per più di un paio di azioni a gara.

Rondo ha fatto degli assist veamente eccellenti ed avrebbe meritato più dei 6 che risultano a tabellino, ma non si può tentare un solo tiro, fatto tra l'altro perchè si è trovato di fronte al canestro e se non avesse depositato dentro sarebbe stato da sparargli.

Infine cercasi il vero Ray Allen, se lo trovate fatemi un fischio, perchè questo è la brutta copia dell'originale. 3 su 17 dal campo è vergognoso.

Detto questo, siamo una squadra comunque forte, abbiamo portato a casa la vittoria e se perdiamo lo facciamo solo se gli avversari giocano la partita della vita e noi contemporaneamente non siamo al nostro meglio.
Se fossi un tifoso avversario tremerei dalla forza dei Celtics, perchè se arriva un play esperto che gestisca i finali di gara e se Allen ritrova il tiro non vedo squadre in grado di batterci al momento.
commento inserito alle 04:50 del 01 dicembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Stanotte secondo me è arrivata l'ennesima dimostrazione di forza / convinzione / determinazione, di cui magari noi non avevamo bisogno ma molti altri si. Sopra quasi di 30 a fine terzo quarto, gara mai un minuto in discussione, Wade tenuto a percentuali ridicole, Davis pure, e per me questo era un bell'esame di maturità.

Chiaramente a questa squadra manca ancora una "velocità da crociera" in cui mettersi a gara vinta senza subire furiose rimonte talvolta pericolose.

Comunque siamo 13-2 e le prossime tre sembrano alla nostra portata (Cavs in casa, @Phila e Toronto in casa), quindi avanti così, un novembre chiuso 13-2 primi nella lega e con due gare di vantaggio sulla diretta concorrenta ad est (che in ottica playoff non è neppure la più pericolosa), è una situazione che se qualcuno l'avesse proposta a fine ottobre gli avrebbe fatto prendere subito del folle !

Poi l'NBA è un posto strano e la New York che noi abbiamo sotterrato vince con i positivi Bucks di questo periodo. Però intanto Orlando cade a Phoenix e a questo punto il premio del mese va al Doc, mentre numeri alla mano LeBron si prenderà quello del miglior giocatore, ma nessun problema, L'UBUNTU mette in conto anche il fatto di rinunciare a queste cose per i BigTree
commento inserito alle 16:25 del 01 dicembre 2007

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Grande prova.Le prossime tre sono ampiamente alla nostra portata. Speriamo di prendere ulteriormente il volo.Miami e' un campo difficile e a parte clamorose sorprese ai playoff ci andranno.

Piuttosto continua il mistero Allen. Come mai tira cosi' male? Qualche problema fisico?Avete qualche notizia? Io invoco sempre un 1-2 per farlo rifiatare un po' di piu'. Ci servirebbe un giocatore modello-Delonte e dietro saremmo a posto anche per i playoff.
commento inserito alle 16:35 del 01 dicembre 2007

Christian Spazian ha scritto:

  Per me Ray Allen deve solo avere più confidenza con la nuova squadra, ci vuole tempo.
commento inserito alle 16:48 del 01 dicembre 2007

Meisk ha scritto:

  Bella vittoria in trasferta, con una squadra alti e bassi che però può sempre essere periclosa...e vedo che li abbiamo zittiti fin da subito.
Capitolo Rondo: sono d'accordo con Tranquillo che fa una netta differenza tra il Rajon del TD Banknorth Garden, e quello da trasferta. Fuori casa prende sempre pochissimi tiri (a parte ad Orlando dove poi non si è preso quelo decisivo) mentre in casa ormai viaggia sempre in doppia cifra e mette molti canestri dai 5-6 metri; secondo me è questione di tempo, e la fiducia la troverà in tutte le gare e non solo in casa.

Allen tira male? beh noi continuiamo a (stra)vincere anche quando lui fa 3/17....non è uno che passa molto tempo su quelle percentuali, quindi aspettiamolo con calma e tornerà ai suoi livelli.

Ora sotto con la rivincita verso i Cavs, che però ieri senza Lebron hano perso di 10 a Toronto (26 del mago senza Bosh....) e il Re è dato "questionable" per i problemi al dito. Preferirei tornasse per vendicarci appieno!
commento inserito alle 17:20 del 01 dicembre 2007

DNGMRZ ha scritto:

  tranquillo gli strizza il culo e gli strizzerà ancor d a giugno..

allen tira male ? ma se tira col 41,6% ?

http://www.nba.com/celtics/stats/

siam forti !!!
commento inserito alle 17:32 del 01 dicembre 2007

Andrea Del Vanga ha scritto:

  ho l'abitudine di essere ottimista quando le cose vanno male (e in questi ultimi anni ce ne e' stato molto bisogno smilies/wink.gif e di essere cauto quando le cose vanno bene (in questo momento poi vanno STRA-bene). nelle ultime 10 partite Allen viaggia al 34% e gioca 40 minuti a partita. Vi ricordo che a Cleveland Allen ha sbagliato 2 liberi consecutivi, cosa che credo non gli capitasse dal tempo delle medie. Per me sono 2 bei segnali d'allarme. Non voglio fare la Dallas della situazione. Spero Ainge se ne accorga, visto che Rivers non mi sembra troppo lungimirante sull'argomento.
commento inserito alle 18:15 del 01 dicembre 2007

Christian Spazian ha scritto:

  Ma ti sembra una buona percentuale il 41%? Dovrebbe essere almeno il 48-50%.
commento inserito alle 18:56 del 01 dicembre 2007

Alessio ha scritto:

  Allen è evidente che sta tirando malissimo però, se non erro, è la terza di fila che nel /- risulta il migliore dei celtics... qualcuno mi spiega quella che dovrebbe essere una palese contraddizione???
commento inserito alle 20:14 del 01 dicembre 2007

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Io ho due dubbi sulle difficolta' al tiro di Allen (che per il resto pero' sta giocando sicuramente bene, dimostrando di non essere solo un realizzatore): stanchezza per troppi minuti giocati e ruolo non chiaro. Mi sembra che giochi in una maniera un po' diversa per lui e che il suo gioco ne risenta. credo sia un mix di queste due cose. La classe del giocatore e' tale che il secondo non e' un problema ma una questione di tempo. Sul lato fisico/stanchezza credo ci sia qualcosa di piu' perche' nelle ultime partite gli ho visto sbagliare tiri non da lui.
commento inserito alle 20:25 del 01 dicembre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Direi che lo sbandamento finale o rimonta Heat non cambiano la osservazioni che tiro fuori dalla partita senza averla vista, cioè loro partono come al solito appoggiandosi a Shaq che segna nei primi due possessi e prende un rimbalzo difensivo, però poi commette due infrazioni per 4 punti di Allen e segna il successivo canestro dopo altri 4 minuti ed esce sul 16 pari a 4 dalla fine del quarto.
A quel punto parziale di 15/9 per noi senza Perk e KG.
Nel secondo quarto il break con Shaq in campo e andiamo sopra di 20 con i due nostri lunghi titolari in campo.
Alla fine del terzo quarto sopra di 22 e bruttissimi i primi 6 minuti dell'ultimo
quarto con un solo punto fatto.
Ripeto, non l'ho vista, ma immagino un calo di concentrazione e un poco di fatica comprensibile dopo tre quarti alla grande.

Va bene così, messaggio a tutti, si vince in trasferta anche le partite sulla carta difficili, Orlando perde a PHX e non c'è davvero dubbio chi siano i migliori a Est nel mese di novembre, 13/2, avremmo firmato tutti e le due sconfitte di misura, un vero sogno.

Ora rivinciata contro i Cavs, LBJ in campo o no.

commento inserito alle 21:33 del 01 dicembre 2007

alexkain ha scritto:

  Allen dopo garnett è stato il giocatore determinante fino ad ora per boston, fatica un po al tiro perchè per il tipo di gioco che facciamo ci sono pochi giochi con lui in uscita dai blocchi(fondamentale in cui è il n.1 NBA) dovendosi spesso creare il tiro da solo , inoltre a mio parere adesso sta giocando tanto xkè continua a essere il miglior marcatore sulla palla che abbiamo in rooster e quindi deve spesso spendere molto a livello difensivo sui vari Wade, Bryant, etc...
commento inserito alle 22:54 del 01 dicembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Il problema del play evidentemente non deve essre ritenuto tale da Ainge e Rivers, visto che a spasso c'è ancora tale Earl Boykins uomo che potrebbe tranquillamente viaggiare in doppia cifra di punti e sui cinque assist con minutaggi sui 25-30 minuti. Proprio in questi giorni il suo agente che in estate chiedeva per il suo assistito la MLE pluriennale, ha detto che adesso sarebbe pure disposto ad accettare il minimo salariale da una squadra che gli dia la possibilità di giocare per l'anello garantendogli un po di spazio per poi cercarsi il pluriennala la prossima estate.

Trattasi di serenata sotto la camera di Danny Ainge ? smilies/grin.gif
commento inserito alle 10:38 del 02 dicembre 2007

Alberto ha scritto:

  Stavolta mi tolgo il prosciutto dagli occhi e guardo cosa non va:
1) - Ray Allen gioca troppo, forza troppo, porta palla troppo.
Non è vero che non ci sono giochi per lui perchè contro gli Heat ha avuto tanti tiri smarcatissimo e li ha sbagliati. Cuoriosa un'azione in cui ha tirato tre volte di fila, dopo rimbalzi in attacco nostri, completamente libero e ha sbagliato di brutto.
Purtroppo non credo sia un momento no ma piuttosto è in crisi mentale oltre a giocare troppi minuti.
2) - Vorrei che Doc fosse meno Phil Jackson e più Pat Riley mi spiego:
Quando subiamo rimonte come quella di ieri lui ha il dovere di tenere in tensione la squadra anche sopra di 28 punti.
Ho l'impressione, confermata da tutte le partite che ho visto, che siano soltanto i giocatori che si caricano ma mai il coach che da una scossa nei momenti in cui si deve far sentire.
Nei Playoff se rimane questo atteggiamento rischiamo grosso ma molto grosso.
3) - Servono un play e un lungo e qui ho fiducia cieca in Ainge se non altro per quello che ha fatto in estate.
4) - Non sono convinto per niente che i Big 3 debbano riposarsi per forza.
Ho visto giocatori nella lega giocare più di 40 minuti a stagione per tutta la loro carriera ma non li ho mai visti stanchi quando giocavano i Playoff.
I professionisti come Garnett, Pierce, Allen sanno come comportarsi dentro e fuori dal campo e si mantengono sempre in forma (Garnett su tutti) senza straviziare e quindi se hanno un minutaggio elevato non credo ne risentano quando la stagione si farà più importante.
Se in ogni partita in cui prendiamo un discreto vantaggio il Doc comincia a centellinare i minuti dei 3 inevitabilmente ne risentono i meccanismi della squadra perchè questa è stata costruita su di loro e il resto senza di loro è difficile che regga sempre il confronto contro gli avversari.
Ultimamente non mi piace che Garnett venga tolto intorno a fine 1° quarto e resta a sedere di continuo fino a 2° quarto inoltrato.
Secondo me toglie ritmo a lui e sopratutto alla squadra (Blocchi per Ray Allen du tutti perchè se non li fa lui chi altri li fa? E qui si torna al punto 3 sul lungo in più (PJ BROWN?))che di lui ha un grandissimo punto di riferimento.
Certo che le partite come quella contro i Knicks che dopo 2 quarti sono già finite aiutano il Doc nell'intento di far riposare i 3 ma come regola base mi piacerebbe che i 3 avessero un minutaggio fisso (escluse eventualità di carico falli naturalmente) di riposo per i primi 2 quarti e poi dentro fino alla fine della partita garbage time esclusi.
Vorrei che i 3 avessero almeno 40 minuti di media.
commento inserito alle 10:46 del 02 dicembre 2007

Celtic Soul ha scritto:

  Bè ma non si può dire:"devono giocare 40 minuti!".
Occorre analizzare il rendimento dei 3,le loro condizioni fisiche,la loro età ecc.
Per esempio è chiaro che Ray Allen risente di un minutaggio così elevato,lo dicono le sue prestazioni.Mi pare lapalissiano che dei 3 sarebbe quello da far giocare di meno invece che quello da far giocare di più.
Ray sarebbe da far giocare sui 35 a partita.Garnett,cyber-corpo e Paul,più giovane, possono giocare anche più,37,38.Non scordiamoci che questi hanno fame.La loro voglia di vincere non sarà oscurata dalla stanchezza.L'adrenalina ti fa passare pure gli acciacchi.Già me lo vedo KG,da tre anni fuori dai playoff,con gli occhi della tigre.
UNA DOMANDA A TUTTI:non trovate che PAUL sia troppo grosso?Non mi piace.Quello è un tipo di fisico molto più soggetto ad infortuni rispetto ad un corpo longilineo.
Gradirei molto vedere Pierce con 4 0 5 chili di meno.
commento inserito alle 11:01 del 02 dicembre 2007

Alberto ha scritto:

  Il minutaggio elevato di Ray Allen è dovuto al fatto che Rivers lo impiega alcuni minuti da Play punto e basta.
Lo ripeto fino allo sfinimento che non deve mai e poi mai portare palla oltre la metà campo ne lui ne tantomeno Pierce.
Finchè non arriva un altro play, se mai arriverà, preferirei che Rondo e House avessero più minuti.
commento inserito alle 11:18 del 02 dicembre 2007

nordovest ha scritto:

  Quell'incontro di boxe lo ricordo bene perché lo vidi in diretta in televisione. Chavez mise kot Meldrick Taylor a pochi secondi dalla fine dell'ultimo round quindi la sirena non salvò il pugile americano. L'arbitro decise che Taylor non avrebbe potuto continuare anche se mancavano pochissimi secondi: decisione ingenerosa ma, regolamento alla mano, impeccabile perché anche un solo colpo potrebbe mandare in coma un pugile che non sta bene.
commento inserito alle 13:54 del 02 dicembre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Tanti discorsi interessanti, finalmente, su alcuni dei quali, come al solito, non sono d'accordo.

Pierce: non è assolutamente sovrappeso, giusto a settembre dichiarò di aver perse alcuni chili e di essere quasi vicino al peso con cui arrivò dall'università; ingrossato muscolarmente? non ho questa impressione e, se devo giudicare dai suoi 1c1 che sono spesso un rebus per i difensori, la sua agilità mi pare buona, piuttosto critico di lui i tiri liberi, nei quali non mi pare affidabile (partita con i Pacers a parte).
Allen: sbaglia molti tiri, vero, oggi è sul 42% dal campo con il 37% da tre, ma in carriera? Ha tirato con il 44,5% e il 39,6 da tre, quindi meglio, ma non così tanto meglio. Sempre in carriera ha giocato 37 minuti abbondanti a negli ultimi cinque anni a Seattle sempre molto sopra i 38: se vogliamo risparmiargli 3/4 minuti in ottica PO mi pare giusto, ma ricordiamoci che il suo sostituto, Tony Allen, deve ancora recuperare bene dall'infortunio, infine in merito al suo portare palla, beh, ho già scritto altrove che non mi pare che qualche minuti di trasporto del pallone a inizio azione sia simile a un playmaking alla Nash con 15 secondi di palla in mano e difensore addosso.
Garnett: solo nel suo primo anno ha giocato meno minuti, quindi Rivers con lui lavora bene dal punto di vista riposi; anche l'idea di levare due tra PGA alla fine del primo quarto mi suona bene e mi pare una logica seguita quasi sempre per i tre, con Pierce spesso l'unico dentro con la second unit, forse per un discorso di maggiore familiarità con loro (Rondo, Scal, TAllen).
Rivers: cosa significa che deve tenere in tensione la squadra? Il quintetto dentro fino alla fine? Urlacci con i sostituti se sbagliano qualcosa? Il primo break con Miami c'è stato senza Garnett, mentre nell'ultimo quarto il quintetto era in campo; da parte loro mi pare umano un rilassamento, avevano vinto di 45 la sera prima, poi volo immediato e arrivo alle 4 di mattina a Miami, sei sopra di 28 dopo tre quarti, non ti rilassi un attimo?

Se proprio devo trovare qualcosa che mi piace meno, direi che a volte Rondo rinuncia ancora a qualche tiro, forse per andare più sul sicuro di un passaggio a un (supposto) migliore tiratore, anche a scapito di arrivare a fine 24 secondi.
commento inserito alle 15:04 del 02 dicembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Secondo me il problema di Ray Allen ammesso che lo sia, è solo una questione di feeling, di fiducia, sia chiaro per uno come lui è molto più naturale segnare in ritmo magari in uscita da un blocco con l'avversario che ti soffia addoso, che non magari quando ti ritrovi in mano un rimbalzo lungo con tre metri di spazio e devi tirare fuori ritmo.

Che mettere in moto Allen sarebbe più complicato che mettere in moto gli altri due era ovvio, però bisogna vedere tutto, ossia a me sembra che Ray Allen sia "mostruosamente" migliorato in penetrazione, perchè ai Sonics non penetrava mai, quindi non escluderei che per ora si stia allenando molto in quella direzione, soffrendo un po al tiro.

Sul peso di Pierce mi sembra che a fine ottobre sia stato pesato 104,5 ossia solo due chili più di quando arrivò da Kansas 9 anni fa, quindi direi che ha lavorato bene in estate e chiedergli di scendere ancora ha poco senso visto che poi quando vai dentro uno buona dose ti muscoli ti aiuta a non subire troppo i colpi.

Sui minutaggi elevati, non trattiamo i BigTree come gente da geriatria, voglio dire sono sui 30 anni ma stanno bene, il problema del passare degli anni è che ti porta ad accumulare peso e quindi perdere in reattività e velocità, ma non mi pare decisamente il caso del PGA, visto che KG supera appena i 100 chili nonostante sia 2,11, e che PP e Allen stanno benone e sono tirati al meglio.

Giusto non sfiancarli, ma tenerli sotto i 35 minuti a gara serve pure a meno visto che comunque per ora devono conoscersi nei dettagli sui 28 metri.
commento inserito alle 15:13 del 02 dicembre 2007

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