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E' tutto vero ! ! PDF Stampa E-mail
Scritto da Leonardo Ancilli   
giovedì 02 agosto 2007
Dopo quasi venti anni l’NBA si tinge di nuovo di verde, in poco più di un mese a Boston arrivano Kevin Garnett e Ray Allen, il tutto senza toccare il capitano Paul Pierce. Il “Pride” è pronto ad invadere l’NBA, per rinverdire i fasti di un tempo ormai troppo lontano. I tempi cupi sono in archivio, da oggi si rigioca per l’anello.

Mezzanotte e spiccioli a cavallo tra il trentuno luglio e il primo di agosto, caldo soffocante in Italia. Occhi puntati sulla Press Conference dai Celtics in cui verrà presentato in neo arrivo Kevin Garnett. L’attesa si fa snervante, verso la mezza eccoli salire sul palco i “nuovi Big Three” a sinistra il capitano Pierce, in mezzo il neo acquisto biancoverde (fatico ancora a scrivere il suo nome dall’incredulità), a destra He Got Game al secolo Ray Allen, alzano le loro maglie davanti alle telecamere, potrebbe sembrare una conferenza stampa della nazionale americana, perchè i tre giocatori non più di un mese fa erano i tre Franchise Player delle loro rispettive franchigie, ma non è così perchè le maglie che alzano sono tutte verdi. E’ tutto vero Kevin Garnett è un Celtics il tempo delle illusioni è finito da oggi si sogna ad occhi aperti!

L’ufficialità era arrivata in tarda serata italiana dopo 48 ore a dir poco convulse, dove il pulsante refresh (o aggiorna) del nostro Browser era stato portato a livelli di stress allucinanti, dove tutti i principali siti dei Celtics tenevano con il fiato sospeso il popolo biancoverde non aggiornando mai e quando lo facevano con notizie confuse (il dentro fuori di Gomes e dopo di Green), il tutto può essere tradotto in una sola parola: “passione”, e ora la nostra passione potrà essere elevata al rango che spetta ai Celtics ossia all’Elite NBA.

E’ tutto vero dunque è non è solo uno dei drastici effetti della calura italiana di fine luglio, i Celtics dopo un ventennio sciagurato torneranno a giocare per il titolo. Non sarà facile, nell’NBA nulla è scontato, lo stesso capitombolo di Dallas nei playoff sta lì a dimostrare che niente arriva per benedizione divina perchè di fronte ci sono sempre avversari che meritano rispetto, quel rispetto che noi stessi reclamavamo la scorsa stagione e che nessuno sembrava portarci. E’ chiaro che un trio di Star come Paul Pierce, Ray Allen e Kevin Garnett nell’NBA non ce l’ha nessuno, ma è anche vero che il mosaico va composto, ci vorrà pazienza, applicazione, ma credo che la voglia di vincere dei tre, ma anche del resto del roster sia una assicurazione, in fin dei conti per Kevin Paul e Ray non si ripresenterà un’altra occasione di vincere il titolo da protagonisti e questo può far dormire sogni tranquilli ai tifosi del trifoglio, perchè i dubbi sulla coesistenza tecnica dei tre credo siano veramente labili visto che nelle estati passate i tre spesso si allenavano pure insieme.

La consueta giratina quotidiana nella stampa specializzata, fa capire chiaramente che da ieri i Celtics almeno in sede di pronostici sono e di gran lunga i netti favoriti della Eastern Conference, la squadra di riferimento per tutti, un ruolo sicuramente scomodo ma allo stesso tempo affascinante. E se siamo arrivati a questo punto quando poco più di un mese fa si pensava a drastiche rifondazioni con tanto di cessione di Paul Pierce, credo che un caloroso grazie vada dato al nostro General Manager Danny Ainge, che in questi quattro anni ha dovuto sopportare una pressione inaudita, ha dovuto combattere contro tanta gente prevenuta persino nella stampa specializzata di Boston, che era stato ferocemente criticato per la scelta dei giovani, per alcune trade solo a sfondo finanziario, ma a conti fatti tutto il frutto del suo lavoro ha fatto si che in un mese a Boston siano arrivati il miglior tiratore al mondo e il secondo miglior lungo della lega, segno evidente che forse il suo lavoro nei quattro anni precedenti non era tutto da buttare.

Se Garnett e Ray Allen sono a Boston va riconosciuto un minimo di credito associato a qualche scusa al capitano Paul Pierce, uno che a perdere proprio non ci stava, e che premeva per avere rinforzi e veterani invece che aggiungere altri giovani. Lo stesso Paul Pierce nella conferenza stampa di ieri sera sembrava un bambino impazzito dalla gioia e non si è certo vergognato a dire che quando reclamava rinforzi, mai si sarebbe immaginato che questi sarebbero stati due giocatori che insieme hanno giocato la bellezza di 17 All Star Game.

In questo stato confusionale non vorrei dimenticarmi di quel campione e grande uomo che è Ray Allen, giocatore che per un mese è stato suo malgrado al centro di troppo critiche, siamo davanti ad un ragazo dalla classe immensa, che quando tira è poesia in movimento, uno dei pochi in NBA su cui difendere da soli è quasi impossibile. Nell’immaginario dei tifosi Celtics è forse il terzo giocatore della squadra per importanza, ad oggi probabilmente sarebbe il primo in almeno quindici delle altre 29 squadre e questo deve farci riflettere su che cosa ci ritroviamo davanti.

Voglio spendere due parole pure sulla proprietà da più parti me compreso accusata di non voler spendere in passato, invece Grousbek e Pagliuca hanno tenuto fede allo loro parole del giorno di insediamento quando promisero che al momento in cui si sarebbe potuto lottare per il titolo non ci sarebbero state remore a spendere.

La palla al Doc, ma forse io che sono uno dei suoi critici più feroci devo ammettere che forse le sue capacità umane sono l’ideale per gestire una squadra che ha più bisogno di creare equilibri saldi al suo interno che non sul campo dove l’immensa classe dei tre dovrebbe essere un’assicurazione più che solida per la buona riuscita del progetto. Almeno inizialmente Rivers merita fiducia.

Chiudo con un saluto dal profondo del cuore ad alcuni dei ragazzi che ci hanno lasciati, non riesco proprio a mettere vicino le parole “ex” e “Al Jefferson” ma dovrò farmene una ragione. Per me Al Jefferson è stato la “luce” negli ultimi tre anni e non lo dimentico, gli auguro di cuore tutto il meglio, magari pure di incontrarlo (e batterlo ovviamente) in finale tra qualche anno. Un saluto anche a Ryan Gomes, uomo ombra di questi Celtics, ma che nell’ultimo biennio è stato uno dei pochi punti saldi del roster, in molti dicono che è solo un buon comprimario io dico che è un grande uomo. Lascio per ultimo Delonte West che già da un mese non indossa più il verde, ma anche lui nell’ultimo triennio per la nostra maglia ha dato tutto. Ciao Ragazzi, ci mancherete!

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Gabe, POB in arrivo. Intanto Tony impazza che è un piacere.
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