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Palloni verdi fritti #2 PDF Stampa E-mail
Scritto da Enrico Boggio   
venerdì 23 novembre 2007
Notte. Sogni che volgono ad incubi. Lotte per liberarsi da persecuzioni metaforiche e dubbi che minacciano la serenità. Tutto in poche ore di sonno, non molto beato.

E' una notte di Novembre buia e silenziosa ed il nostro Danny Boy è sveglio, l'adrenalina lo costringe a tenere gli occhi aperti anche quando vorrebbe fossero chiusi.
Niente da fare ed allora eccolo che viene provato il metodo delle pecorelle, si arriva a 9, bianche vellutate, gioiose che superano la barriera ma c'è sempre una nera che inciampa, cade e non riesce a superare portandosi dietro risate e pianti del proprio cuore.

dannya.jpg


Danny non sa cosa fare, stringe forte il suo pallone a spicchi fra le mani, chissà possa essere un buon rilassante e sonnifero, nello stesso tempo, ma non funziona. Allorchè si ricorda che la mamma ha sempre cantato qualche canzoncina al figlio quando, negli anni passati, non riusciva a immergersi nel sonno e, quindi, la sua ricerca di tenerezza si esplicita in un richiamo alla madre.
"Buonanotte alla mia cameretta dove i sogni non vanno di fretta. Dove cose buffe e curiose giocano e volano silenziose. Dove un cavallo farfallino dondola dondola sul mio lettino. E dove....".


La mamma lo capisce e la posizione fetale è un'assicurazione che Danny sia stato preso dal mondo delle favole della notte e dei sogni dolci ed amari.

Passa qualche ora, la notte è ancora lunga, ma Danny sente di essere travolto da un dolce richiamo e comincia a sognare ma già da subito si accorge che si troverà in una situazione movimentata. Lo stress del giorno non ha esitato a ripresentarsi.

aingehasaplan.jpg

 


Dall'alto al basso vede dei drappi che sventolano (anche se il vento è in quiete artificiale) con numeri disegnati, scritti, numeri che non si spiega e numeri, tanti numeri. "Non devo risolvere nessun rebus" pensa ad alta voce....


Uh, che bello, un televisore gigante dove sembra che ci sia proiettata anche la sua faccia. "Non può essere, troppo bello!".

Aspetta che il resto deve ancora venire e non è detto sia piacevole.

La forza di gravità non si sente e, per questo, può volare indisturbato per lo spazio circostante ed osservare che migliaia di sagome di cartone aspettano un cenno risolutivo per poter cominciare a riprendere forma e voce.

Posizione fetale = insonorizzazione. Ovatta, sembra di essere tra l'ovatta. L'acqua che circonda Danny è il liquido che l'ha trattenuto in grembo per mesi, mesi in cui non sapeva che avrebbe avuto un dono perfido ma gratificante.

Alcuni ragazzi vestiti con canottiere di un colore speranza lo salutano ma le facce sono camuffate come se una gomma da cancellare fosse passata di lì pochi minuti prima.

Ed ecco, per incanto, che le nove pecore bianche sopra un pavimento incrociato di legno strano veleggiano leggiadre in un pandemonio di fuochi d'artificio finti, sparati da un cannone a 2 dimensioni, acceso dallo spirito focoso delle sagome di cartone.

Ma la serenità svanisce in un attimo....Troppo bello, troppo sereno questo sogno per essere di splendida fattura. Come ogni fiaba, deve presentarsi il lupo cattivo o la maga perfida. Nessuna descrizione particolare, la pecora nera....

biancaneve2.jpg

Aumentano i battiti e il sudore comincia a materializzarsi ed il cervello comincia ad attivarsi per far capire a Danny Boy che è ora di svegliarsi perchè qualche spia rossa, nel motore centrale, si è accesa, ma riguarda la periferia.

Chi è che non ha mai avuto il "compagnone" crampo al polpaccio? E Danny poteva esserne immune dopo una giornata intensa? La risposta è negativa.

Ma questo segnale fa capire al nostro, che non è il polpaccio il succo della discussione ma, guardando più in giù, il calzino verde attira l'attenzione di Danny.

"Perchè" pensa lui e "perchè" pensa chi legge questa storia (ed anche chi l'ha scritta, quando Danny l'ha raccontata), è semplice. Il calzino di verde speranza acceso, ha un buco nella parte dell'alluce e del mignolo.  Buchi piccoli ma grandi se la pecora nera si moltiplica....

Ed a questo punto, Danny capisce che sta curando il crampo mentre è in pieno sogno che sta volgendo ad incubo. Lascia perdere la gamba e si concentra sui buchi.

Si chiede "Lascio tutto così che tanto la notte passa veloce e mi sveglierò riposato lo stesso oppure il freddo che passa tra queste dita, mi farà sentire male e il riposo si trasformerà in una fatica ancora maggiore?". 

Sente una strana forza calda che lo trascina lentamente verso il basso, ma lui con generoso scatto di sopravvivenza all'incubo crescente, pensa che sia la cosa più giusta dire al proprio cervello di svegliare il suo corpo accaldato ed affaticato e rammendare il calzino ma il filo, probabilmente, potrebbe non bastare per tutti i buchi.

Osserva ancora i piedi e vede che i buchi, piano piano, come mossi da uno spirito esterno, aumentano le loro dimensioni. Un urlo esce dalla bocca del ragazzo e la mamma giunge disperata al suo capezzale.

nera_e_bianche.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

Una carezza ed un bacio risvegliano completamente Danny che, rinsavito, si accorge che la pecora bianca, sull'uscio, gli fa un occhiolino complice ma, voltandosi, incrocia la pecora nera che appoggia il muso su i due buchi del calzino che non erano solo parte di un sogno diventato quasi incubo.... 

Commenti (7)add comment

Giampaolo Scaglione ha scritto:

  ...vorrei fare i miei complimenti ad Enrico per questo pezzo: è un qualcosa di onirico che a questo sito mancava e adesso c'è...diciamo che Roger Waters ne avrebbe apprezzato lo spirito...
commento inserito alle 10:34 del 23 novembre 2007

Christian Spazian ha scritto:

  Se ci mettiamo un coltello ed un pò di sangue mi sembra un racconto di Stephen King. smilies/grin.gif

Veramente bravo Enrico, complimenti!
commento inserito alle 11:01 del 23 novembre 2007

Movy Apicella ha scritto:

  Più che come un calzino quest'articolo è calzante come un guanto alla notte che ci attende, notte in cui il soffio della tradizione farà sventolare quei drappi come non si vedeva da tempo immemore.
Difatti arriva l'armata dei mercenari nomadi venuti dal lago salato, vestita in giallo e di viola striata è guidata da uno stratega psicologo, da un giovane leone e da un'idra a tre teste.
Tra quelle del Talento smisurato e del carattere infinito fa spesso capolino quella dell'egoismo cieco, per fortuna.
Ma in questa notte, che si rintani pure la "testa sbagliata", non vogliamo favori, il fato lo vogliamo fronteggiare e crearcelo da soli guidati da tre teste, nonchè tre cuori e tre corpi d'eroe.
I trifogli adagiati nel Giardino di Boston cercano nuovo splendore, è una notte in cui bisogna testare se per tappare i buchi del nostro calzino questo abbia l'elasticità del nostro vantato orgoglio.
Potrei continuare a collezionare parole metafore e sensazioni, ma per un magico e talvolta maledetto incanto la eco che rimbomba è sempre la stessa metodica e crescente...
beat la beat LA BEAT LA BEAT L.A.!!!!

P.S.
grande Enrico. complimentissimi
commento inserito alle 12:42 del 23 novembre 2007

Enrico ha scritto:

  Grazie per i complimenti immeritati ma ben accetti!
Cercavo di far capire anche che i due buchi del calzino sono due posizioni che noi ben conosciamo, chissà che Danny presto o tardi non li rammendi.
commento inserito alle 16:36 del 23 novembre 2007

Movy Apicella ha scritto:

  Si è perfettamente capita la "calzante" metafora del mignolo e del pollice...
Onirico non è mica sinonimo di delirante...
anzi come si dice è nel mondo dei sogni che si percepiscono più chiaramente certe cose.
E poi da ammiratore del genere, non si giustificano mai le proprie metafore, che poi magari finisce che potrebbero essere semplicemente capite e non interpretate!!!
:-)
commento inserito alle 16:43 del 23 novembre 2007

Enrico ha scritto:

 
E poi da ammiratore del genere, non si giustificano mai le proprie metafore, che poi magari finisce che potrebbero essere semplicemente capite e non interpretate!!!
:-)

Raccolgo l'ottimo suggerimento e lo farò mio per le prossime volte!
commento inserito alle 17:31 del 23 novembre 2007

ciccio ha scritto:

  quei buchi sono più piccoli di quanto crediamo!
commento inserito alle 18:21 del 23 novembre 2007

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