Home arrow Archivio arrow Desktop arrow Boston pre-season report 2007-2008
Boston pre-season report 2007-2008 PDF Stampa E-mail
Scritto da Christian Spazian   
sabato 27 ottobre 2007
Inizia con questo numero la collana dei report settimanali per la stagione 2007-2008 che sviscererà tutte le vicissitudini dei nostri beniamini.

Commento

2008_0d_garnett.jpgMi piace che le mie impronte siano le prime nella sabbia” con questa metafora Kevin Garnett vuole far capire il motivo per cui è stato il primo a presentarsi agli allenamenti a Boston fin dallo scorso 27 agosto dopo aver trascorso l’intera estate ad allenarsi a Los Angeles, e c’è da dire che è il giocatore che più di tutti mostra interesse affinché questa stagione sia memorabile.

Prima del ritrovo ufficiale del training camp Garnett, Pierce ed Allen hanno invitato gli altri componenti del roster a presentarsi a Boston per allenamenti collettivi volontari per accelerare l’integrazione e la conoscenza tra i nuovi giocatori. Questo positivo atteggiamento si è visto nelle partite di pre-season, dove i giocatori mostravano già una conoscenza di discreto livello. Sicuramente tanto del merito è della volontà dei giocatori di cercare di ottenere fin dalla prima stagione risultati di rilievo e non aspettare altri anni per fare la voce grossa ai play-off.

Paul Pierce adesso è ovviamente al settimo cielo per la situazione attuale, ma qualche mese fa era notevolmente frustrato per i risultati deludenti, infatti si era definito “un grande giocatore in una brutta squadra” confessando d’avere molta difficoltà a trovare le motivazioni per giocare sempre bene. Molti si sono meravigliati per il modo in cui Pierce ha gestito questi anni avari di soddisfazioni, non chiedendo apertamente la cessione, imputando la cosa ad un atteggiamento signorile del giocatore. Fermo restando che eravamo e rimaniamo di questa opinione, il positivo comportamento di Pierce è stato favorito anche da quello che voleva fare Ainge, ossia scambiare i giovani per dei veterani, cosa nota a Pierce già da tempo, infatti Ainge confessa che “Paul sapeva quello che cercavamo di fare, solo non era sicuro che potevamo farlo”. Difatti la meraviglia di Pierce era tutta stampata sulla sua faccia al momento della presentazione dei tre giocatori alla stampa.

Non aspettiamoci faville fin dall’inizio della stagione, ci vorranno alcuni mesi per oliare per bene i meccanismi e ha ragione Bosh quando dice che “sono dei fenomeni, sulla carta”. Pure il trio riconosce che “avremo i nostri alti e bassi” e Pierce paragona l’attuale situazione in questo modo: “quando conosci una nuova ragazza inizi a conoscerla e cerchi di capire quello che le piace, poi col tempo instaurerai un’intesa. Anche noi stiamo costruendo una grande relazione”. Ci vuole tempo, non c’è nulla da fare su questo aspetto oltre che aspettare.

Al momento della presentazione del GAP (Garnett, Allen, Pierce) Kevin era al centro, Allen a sinistra e Pierce a destra, ma il presidente dei Celtics Wycliffe Grousbeck ha voluto precisare che la squadra è stata costruita attorno a Pierce: “Paul è ancora qui ed altri lo hanno raggiunto, è così che voglio vederlo”. La prova di quest’affermazione è che Pierce, e solo lui, sarà capitano in questa stagione, anche come ringraziamento per essere stato (abbastanza) tranquillo nei momenti difficili della franchigia.

Non chiamateli Big Three, ma chiamateci Big Four” ha fatto capire più o meno apertamente Tony Allen, il problema è che i tre non hanno ancora dimostrato nulla, anche se le prime prestazioni sono molto confortanti, figuriamoci se si può considerare un Big il buon Tony, che ha solo fatto una discreta stagione l’anno scorso prima d’infortunarsi. Più che critiche è stato letteralmente snobbato, e quindi ha recentemente ridimensionato la sua importanza all’interno della squadra, definendo “non serio” il suo Big Four: “non giudicatemi quando non sono al 100%, the Big Four era solo un gioco” è tutto quello che ha potuto dire. Auguriamoci che non se ne esca con altre genialate di questo tipo e che pensi a recuperare completamente dall’infortunio.

Piuttosto Tony dovrebbe pensare al suo prossimo contratto: i Celtics hanno tempo fino al 31 ottobre per rifirmarlo, altrimenti la prossima estate sarà free agent con restrizione (tutte le franchigie possono fargli un’offerta, i Celtics potranno pareggiarle e tenere il giocatore oppure non farlo e lasciarlo andare). Tony non si aspetta un’offerta da parte dei Celtics entro mercoledì prossimo, preoccupati di verificare come il giocatore abbia ripreso dall’infortunio al legamento crociato.

Anche le previsioni delle principali testate giornalistiche possono essere considerate un gioco, ma quando Sport Illustrated indica Rivers come allenatore dell’anno, Ainge come general manager dell’anno ed inseriscono Pierce nel primo quintetto e Garnett nel secondo, allora la cosa non può non essere citata. Peccato che vedano i Celtics battuti da Detroit in finale di Conference, probabilmente sarà il loro unico errore nelle previsioni.

Anche Kendrick Perkins ha voluto cimentarsi con le previsioni: “tutti pensano che avremo una partenza lenta, io dico che partiremo 7-1. Kendrick è molto sicuro di sé, forse però in questo caso ha peccato di ottimismo.

Tornando alle cose serie, l’anno scorso i Celtics sono stati la 25esima franchigia per numero di assist con 19,87 di media. Nelle prime uscite di pre-season questa media è notevolmente aumentata: giocatori più affidabili e migliori passatori sono le ragioni di questo positivo incremento, che speriamo prosegua anche durante la stagione regolare.

Sarà pur il miglior difensore della squadra, ma non potremo vedere James Posey nella prima apparizione stagionale della squadra venerdì prossimo a causa della sospensione per non essersi fermato ad un posto di blocco della polizia. La speranza è che questo errore, che si spera occasionale, non influisca sulla stagione di Posey, che ha sacrificato un ingaggio economicamente migliore e ha scelto i Celtics, ovvero la possibilità di vincere un altro anello. E Posey sa bene cosa vuol dire indossarlo, è l’unico che lo sa in squadra e per questo è ascoltato e lo sarà ancor di più nei play-off.

Infortuni

Iniziamo col parlare con l’infortunato più importante, ovvero Tony Allen, ancora alle prese con la riabilitazione per l’operazione del legamento crociato anteriore. Dopo esser passato da un lavoro leggero a terra e successivamente una riabilitazione un po’ più dura con pesi leggeri e corsette, in questo periodo è in avanzata fase di serio e potente potenziamento muscolare in sala pesi. Se dal punto di vista fisico potrebbe essere a posto bisogna ricordare che non raggiungerà mai un’efficienza uguale a quella che aveva prima dell’infortunio, il massimo raggiungibile è pari ad un 80-90%, questo però non vuol dire che non possa giocare in modo efficiente. Lo scoglio più duro da superare ora è quello psicologico, perché la mente sa che è a posto fisicamente, ma ha ancora ben impresso il momento dell’infortunio e non vuole che si ripeta. Ci vogliono ancora vari mesi per superare questo blocco, periodo che sarà più breve quanto migliore sarà la sua disciplina mentale. Ci auguriamo che il giocatore possa superare velocemente anche la parte psicologica dell’infortunio.

Continuano i problemi di Scot Pollard alle prese con la slogatura della caviglia sinistra. Non ha giocato nessuna partita di pre-season e solo recentemente ha iniziato a svolgere qualche allenamento con i compagni di squadra. Il giocatore ha voluto ricordare che l’anno scorso si è slogato quella caviglia per ben 4 volte e questo non gli ha precluso la possibilità di giocare nessuna partita, ma è facile che stavolta l’infortunio sia stato influito dal suo peso, stimato attorno ai 127 chilogrammi contro un 120 indicato sulle guide NBA. Doc si aspetta di vederlo disponibile alla prima gara di stagione regolare.

Curiosità

Non bisogna chiamarli Big Three perché gli originali erano solo Bird, McHale e Parish? Per Kevin McHale non c’è problema, possono benissimo chiamarli così, inoltre ha dichiarato “spero che facciano molto bene”. La discussione su come chiamarli continua.

Quest’anno è uno dei pochi in cui tre franchigie di BeanTown in sport diversi (Celtics nel basket, Patriots nel football americano e Red Socks nel baseball) hanno reali possibilità di vincere i rispettivi campionati. Forse è troppo sperare che le vincano tutti e tre, ma è altamente probabile che almeno uno di questi trofei possa essere portato a casa.

Sistemazione roster e prospettive della stagione

2008_0d_ainge.jpgUltime modifiche al roster prima dell’inizio della stagione. Iniziamo da Esteban Batista, rilasciato lo scorso 16 novembre. Il giocatore non ha impressionato più di tanto, ma un tentativo andava fatto dopo le prove convincenti al FIBA Americas Championship con la sua nazionale uruguaiana.

Il 25 ottobre il roster ha trovato la sua versione finale con il rilascio di Dahntay Jones e Jackie Manuel e la conferma di Brandon Wallace. Probabilmente la sorpresa maggiore viene da Jones, che ha la maggiore esperienza NBA dei 3 giocatori citati, avendo giocato per 4 anni ai Grizzlies. Evidentemente la dirigenza Celtics ha visto del potenziale in Wallace che non traspariva dagli altri due giocatori. Ora il roster conta 14 giocatori, rimane quindi un posto libero, è presumibile che questo posto possa essere riempito nelle prossime settimane, ma non è nemmeno escluso che possa rimanere vacante fino alla trading deadline di metà stagione. La speranza, neanche poco velata, è quella di accaparrarsi un giocatore utile alla causa rilasciato da altre franchigie.

In attesa di vedere chi riempirà il roster potremo subito renderci conto di cosa faranno i Celtics in questa stagione iniziando dalla prima partita in programma venerdì 2 novembre alle ore 20 ora locale, in Italia sarebbero le 2 di notte, ma poiché in America spostano le lancette all’ora solare una settimana dopo rispetto all’Europa, in Italia la partita inizierà all’1 di notte.

L’obiettivo minimo è un titolo entro 3 anni, senza mezze misure. Per quest’anno non sarebbe totalmente deludente una sconfitta in finale di Conference, ma lascerebbe di certo qualche amaro in bocca, molto meglio arrivare in finale e poi giocarsela, i Celtics ne hanno tutte le possibilità.
Commenti (12)add comment

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Nel frattempo sia Jackie Butler che Juwan Howard pare stiano per essere tagliato il primo e "buyouttato" il secondo dalle rispettive squadre...decisamente due addizioni interessanti per noi...
commento inserito alle 02:06 del 28 ottobre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Possibile che gli Spurs lasciano andare un giocatore buono dopo aver già perso Scola? E Howard portà portarci quel ruolo quasi marginale che ci manca sotto a 34 anni e con poca esperienza di PO vinti?
Non lo so, anhe se la scelta è tra prendere loro adesso (Howard avrà la fila e potrebbe rinforzare altre concorrenti) o aspettare i PJ Brown o i Dale Davis, più adatti al ruolo che serve a noi.
Non ho dubbi che Ainge farà la scelta migliore.
commento inserito alle 07:52 del 28 ottobre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Jackie Butler ai tempi dei Knicks di Larry Brown giocò una buona stagione, mentre a San Antonio non ha lasciato tracce, è giovane (1985), difende benino in attacco si arrangia. Ha qualche cm in più di Glen Davis e Leon Powe (6-10 quindi siamo sui 2,08 - 2,09).

Juwan Howard lo conosciamo, giocherà a suo dire l'ultima stagione di una carriera dove sostanzialmente non ha vinto nulla, quindi a livello motivazionale e di esperienza potrebbe essere il tassello giusto, anche se va subito detto che difensivamente è alla frutta da anni.

PJ resta da capire cosa voglia fare, se il 28 di ottobre dopo che da due messi mezza NBA ti cerca e non hai deciso forse è segno che vuole appendere le scarpette al chiodo, perchè immagino le offerte non saranno mancate.

Occhio intanto al fronte Bulls / Kobe, perchè ci sono nuovi sviluppi, a Chicago rimangono solo tre giorni per rifirmare Deng e Gordon e ancora nulla. Chiaro che ci siano trattative in corso con Kobe, ma Paxons immagino vorrà tenersi più giovani possibile. Noah Gordon Deng e Thomas, o meglio alcuni di loro nello scambio insieme a Nocioni (che però non può esssere ceduto fino al 15 dicembre), il problema è che qui si dovrebero rinnovare Deng e Gordon alle cifre dei Lakers e poi tenerli in frigo per un mese e mezzo. Con tutti i dettagli che si porterebbe dietrouna cosa del genere la trade rischia di saltare ogni cinque minuti, di solito queste trade non le rischiano i GM, quindi i Bulls potrebbro addirittura trovarsi costretti a cedere Hinrich al posto di Nocioni, ma poi c'è un Kobe che ha già detto che comunque a Chicago vuole venire a giocarsi il titolo e quindi non ci deve essere un esodo verso i Lakers come contropartita.

Poi se dovesse andare in porto una cosa del genere, il tanto osannato (anche su ICP) Paxons ci dovrebbe pure spiegare come mai non ha preso Garnett in estate che era quello che mancava palesemente ai Bulls, e poi va a prendere un bryant che comunque vada non risolverà di una virgola i problemi in post basso, che sono il vero tallone di Achille di questa squadra.
commento inserito alle 09:59 del 28 ottobre 2007

Dimitri ha scritto:

 
Possibile che gli Spurs lasciano andare un giocatore buono dopo aver già perso Scola?


Se intendevi Butler, ora sta a Houston.
Comunque, l'addizione più importante e più adatta per il nostro roster sarebbe sicuramente PJ Brown.
Bisognerebbe capire cosa gli frulla in testa però
commento inserito alle 10:12 del 28 ottobre 2007

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Brown per ora fa il giocatore ritirato e ha detto che "forse" a gennaio ci ripensa...quindi la vedo dura...Butler le 2-3 volte che l'ho visto giocare (compresa questa estate contro i Celtics in summer league) mi ha fatto una ottima impressione..buon giocatore d'attacco, ha solo 22 anni e fisicamente e' molto simile a Perk....Howard sarebbe un'altra ottima addizione, anche se a questo punto della sua carriera credo finirebbe per giocare molto da numero 5 per noi e visto le sue note non doti difensive...
in quanto ai bulls, paxon e' per me il gm piu' sopravvalutato di questi ultimi anni, con scelte fatte in questi anni e scambi piuttosto "singolari" e con una squadra che e' buona vista la valanga di scelte alte che ha avuto da anni a questa parte.scambio molto difficile da effettuare anche se per giocatori al momento Chicago sembra l'unica che possa accontentare i Lakers.
commento inserito alle 13:10 del 28 ottobre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

 
Bosh quando dice che “sono dei fenomeni, sulla carta”


Chris ... tu non sei un fenomeno nemmeno sulla carta ... fly down smilies/wink.gif
commento inserito alle 17:08 del 28 ottobre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Leo, se Paxson fa uno scambio del genere, evidentemente ragiona con la fretta e la "disperazione" che, per fortuna, Ainge è riuscito a evitare.

Perchè le due situazioni, Bulls e Celtics, erano piuttosto simili: loro hanno avuto per anni pessimi record e scelte molto alte che sono valse giocatori buoni, anzi ottimi, ma che non li avrebbero portati all'anello, perchè mancanti comunque di quella stella mecessaria per vincere.
A queste scelte Paxson ha unito anche il contratto di Wallace, un errore IMHO, che ha anche ingolfato il cap.
Però Paxson in questi anni, al contrario di Ainge, ha operato con scambi di vario genere, che non hanno prodotto l'arrivo di una stella e, in questo senso, il mancato arrivo di KG è stata la mazzata finale: la squadra così è senz'altro molto buona, mancante di pericolosità offensiva sotto canestro e di un trascinatore quando serve.
Con Kobe il leader ci sarebbe (i dubbi di molti tra noi possono anche essere sbagliati) e perdere Gordon, Thomas e Noah toglierebbe poco a loro, mentre cambierebbe molto rinunciare a Deng o Hinrich: Hinrich, Kobe, Sefolosha, Nocioni/Smith, Wallace mi spaventa poco, Duhon, Kobe, Deng, Nocioni, Wallace poco di più, ma sono loro a doversi preoccupare, certo non aver ancora firmato Deng e Gordon mi pare significativo di problemi e dubbi seri.

Ricordo benissimo che più di uno su ICP ha celebrato più volte Paxson come un grande GM, io sono ancora in attesa di vederli in una finale di conference dopo tutte le scelte altissime che hanno avuto.
commento inserito alle 22:51 del 28 ottobre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

 
in quanto ai bulls, Paxons e' per me il gm piu' sopravvalutato di questi ultimi anni (Andrea Del Vanga)


Più che sopravvalutato Paxons credo sia un GM che troppo spesso a sproposito è stato tirato fuori come metro di paragone per criticare gli Ainge o i Thomas di turno. Per carità ha lavorato bene, ha preso i Bulls dalle mani di Krause che dopo quattro anni di rifondazione erano al punto di partenza con trade assurde come Chandler * Brand o scelte altissime gettate nel secchio come Fizer. Paxons ha scelto bene, ha fatto buoni scambi (vorrei ricordare che nel 2003 prese la 7 dai Suns in cambio della scelta Bulls 2004, in soldoni gli fregò Deng in cambio di Nate Robinson), ma a conti fatti si è ritrovato per le mani una suqadra di alto livello senza il giocatore che poteva e doveva fare la differenza (un Ray Allen o un Paul pierce sarebbero stati perfetti per loro), poi credo che quel birbone di Ainge abbia fatto precipitare le cose con gli arrivi a Boston di Garnett e Allen allora Paxons si è visto costretto a smuovere le cose e in fretta visto che poi le eventuali firme di Gordon e Deng di fatto paralizzerebbero il cap dei Bulls per anni.

Credo ci attendano 72 ore belle calde, attenzione perchè i Bulls al momento sono sotto il cap di circa 6M$ quindi le regole salariali consentirebbero uno scambio tra Kobe (19M$) e i quattro giovani di cui parla ESPN ossia Noah Deng Thomas e Gordon (circa 13M$) . Consideramdo che a poco più di due giorni dalla scadenza del termine per il rinnovo di Deng e Gordon (che sarebbe rischisosissimo portare in regime di RFA la prossima estate) non si sa nulla a questo punto è chiari che le trattative ci sono, ESPN parlava addirittura di scambio vicino alla chiusura.

Da Los Angeles hanno fatto capire chiaramente che di Nocioni non sanno di che farsene avendo Walton e Radmanovic, e quindi puntano sui 4 giovani, d'altronde ai Lakers aspettare non costa nulla ma a Chicago ci sono i rinnovi di mezzo e quindi la furia c'è eccome, furia che spesso porta ad alzare la posta in palio, ad esempio a Boston la furia di chiudere è costata Ryan Gomes tirato in ballo da McHale a giochi ormai fatti e Gomes in quello scambio alla fine era il secondo giocatore più importante dopo Jefferson, e quando di mezzo c'è gente come Kobe o Kg non puoi andare per il sottile.

Magari poi Paxons riesce a salvare uno dei quattro e ci infila qualcun'altro e una scelta futura, ma mettiamoci un attimo nei panni del GM dei Lakers :

Allora io cedo uno dei primi cinque al mondo quindi voglio tassativamente il tuo miglior giovane (Deng) altrimenti salta tutto, quindi Deng dentro. Poi voglio pure Noah che ad occhio e croce è un lungo che sembra fatto apposta per giocare accanto a Bynum, poi mi prendo Gordon che tanto a Paxons con Kobe serve il giusto e magari vi lascio Thomas, prendendomi Sepolosha e una scelta futura. Tutto sommato ai Bulls va pure bene sarebbe assurdo pensare di prendere Kobe senza toccare Deng, anche se poi in panchina ci sarebbe poco o nulla. Tutto da vedere che poi siano meglio dei Celtics o dei Pistons.

Per come la vedo io l'affare lo fanno i Bulls salvando uno dei giovani più forti ossia Thomas, ma i Lakers si ritrovano per le mani una suqadra che tra 5 anni può dominare di brutto Critterton, Gordon, Deng, noah e Bynum con Walton dalla panchina.
commento inserito alle 23:49 del 28 ottobre 2007

Alberto ha scritto:

  Vado OT qui ma è doveroso.
ONORE AI BOSTON RED SOX STUPENDI TRIONFATORI PER 4-0 NELLE WORLD SERIES CONTRO COLORADO.
E adesso con gli ultimi 2 titoli in 3 anni gli odiati e spendaccioni New York Yankees rosicano di brutto.
Ai Celtics non resta altro da fare che completare il lavoro!
Forza ragazzi.
commento inserito alle 08:00 del 29 ottobre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Vedremo la conclusione per Kobe, quello che mi pare ormai chiaro è che questo tipo di scambi che coinvolgono le superstar (con questo sarebbe il terzo negli ultimi dodici mesi con KG e Iverson) avvengono su "richiesta" delle superstar stesse esponendo le società alla necessità di chiudere la trattativa per forza.

Ai Lakers andrebbe anche bene con quel tipo di contropartita solo perchè trovano i Bulls più alla canna del gas di loro, ma che possano vincere con quel quintetto che hai scritto, Leo, è la solita scommessa sul futuro.

Quanto ai Bulls, avranno scelto bene, però avevano un diluvio di scelte altissime e non sono riusciti a trovare quel crack che li portasse in alto, neanche con la coppia Curry/Chandler che avrebbe potuto/dovuto dominare la lega per anni, adesso sono davvero all'ultima spiaggia e con il loro lungo fondamentale (Ben Wallace) comunque in calo e anzianotto.
commento inserito alle 08:52 del 29 ottobre 2007

Andrea Del Vanga ha scritto:

  se l'offerta Bulls fosse quella sarebbe 1 ottimo affare per loro...alla fine non sarebbe un pacchetto certo migliore di quello offerto da Boston per Garnett...Jefferson in prospettiva vale di piu' di Deng (ed e' un lungo), Gordon continuo a dire che e' sopravvalutato all'inverosimile e cederlo al momento di rifirmalo e' un affare piu' che una perdita..Noah non l'ho ancora capito come giocatore e se riescono anche a non cedere Thomas e a metterci lo svizzero piu' una scelta (o anche 2) direi che si tratta dell'affare del decennio, anche se kobe senza quel grosso ragazzone che ora gioca a Miami lo vedo sempre e comunque male in prospettiva anello, visto che deve essere uno con il quale e' un incubo giocarci insieme.
Continuo a dire che le svendite di Chandler e anche di Curry, con la vicenda del cuore gestita malamente, con la firma assurda di Wallace (e c'e' gente che critica ancora la firma di Scalabrine)non sono proprio le mosse che si addicono ad un grande GM.
commento inserito alle 10:19 del 29 ottobre 2007

nordovest ha scritto:

  I Sox non sono OT visto che Christian ne parla nell'articolo. Aggiungo che i Patriots sono 8-0 e hanno appena distrutto Washington con una magistrale prova del QB Tom Brady: domenica vanno a Indianapolis per quella che è sicuramente la partita dell'anno visto che i Colts sono 7-0 e sono campioni in carica.
commento inserito alle 12:41 del 31 ottobre 2007

Scrivi commento
Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.

busy
 
< Prec.   Pros. >

Accedi al sito

Cerca nel sito

Ultimi commenti

Presentazione Roster 08-09: Pl...
X Legend : La partita in cui Rondo si mise in mostra fu quella con Indiana del novembre '06 seguent...
Presentazione Roster 08-09: Pl...
in questo ruolo siamo davvero coperti. bene. (celticsman) E in quale non lo siamo o lo siamo poco? ...
Presentazione Roster 08-09: Pl...
in questo ruolo siamo davvero coperti. bene.
Presentazione Roster 08-09: Pl...
...mi ricordo che nel novembre '08 dopo una clamorosa disfatta a Cleveland (Leo) ...ormai vede anch...
Presentazione Roster 08-09: Pl...
Il solito equivoco: cosa è un playmaker? (Michele) Non vorrai mica ricominciare con la tiritera de...
Presentazione Roster 08-09: Pl...
All’esauriente analisi del leggibilissimo Angelo aggiungo quelli che in America chiamano “i miei...
Presentazione Roster 08-09: Pl...
...dimenticavo: su Rondo non ho volutamente aggiunto nulla perche' la stagione passata parla per lui...
Presentazione Roster 08-09: Pl...
Analisi perfetta Angelo. La probabilita' di un taglio o di una trade per Pruitt la vedo abbastanza a...
Newport Report
Visto anche io il filmato che ovviamente riesce a confonderti le idee più di quanto riesca a chiari...
Presentazione Roster 08-09: Pl...
Il solito equivoco: cosa è un playmaker? Un giocatore "pass oriented" che fa giocare la squadra sul...

Syndicate