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Presentazione Roster : Ala Grande PDF Stampa E-mail
Scritto da Leonardo Ancilli   
lunedì 15 ottobre 2007
L'incredibile classe di Kevin Garnett, ma non solo si attendono rivincite da Scalabrine e conferme da Leon Powe.

Kevin Garnett : Tipizzare Kevin Garnett in un articolo di poche righe, è alquanto inutile quanto ingeneroso, e altrettanto potrebbe essere il recitare i suoi numeri in carriera. Giocatore assolutamente atipico nel panorama NBA odierni, nettamente il miglior rimbalzista della lega che comunque ha una produzione offensivo di tutto riguardo e doti di passatore sconosciute a quasi tutti i lunghi dell'NBA. Classico giocatore che ha in canna una tripla doppia ad ogni allacciata di scarpe (e se l'aveva in canna nel deserto di Minnesota figuriamoci accanto a Paul Pierce e Ray Allen), ma allo stesso tempo è uno tra i primissimi difensori al mondo.
 
Gettiamo la maschera i bookamakers danno Garnett come in favorito per quel titolo di MVP della lega che ha già vinto nel 2004. Messa così però viene da chiedersi come mai Garnett in 12 anni di NBA ha vinto solo due serie di playoff (entrambe nel 2004). Le ragioni sono molteplici, la prima è che nell'Ovest dell'ultimo decennio non bastava assolutamente avere un fuoriclasse circondato da buoni comprimari per andare lontano, come invece è successo ai Cavs negli scorsi playoff ad est, ma bensì spesso e volentieri sistemi di gioco di primissimo ordine gestiti da fuoriclasse assoluti come i Suns di Nash o i Sacramento Kings di inizio millennio di Webber e Bibby si sono arenati di fronte a squadroni del calibro degli attuali Spurs e dei Lakers della coppia Shaq / Kobe.
 
Quindi è educato pensare che una squadra come la Minnesota dell'ultimo decennio pur con tutti i suoi limiti se idealmente trapiantata nella Eastern Conference avrebbe fatto incetta di serie di playoff vinti, sicuramente con qualche finale all'attivo. In fin dei conti Garnett nell'unico anno in cui Minnesota lo aveva circondato di giocatori buoni e affidabili (ammesso tale parola possa essere associata a gente come Sprewell, Szczerbiak e Olowokandi) era arrivato ad un soffio dalla finale, finale sfuggita probabilmente per l'infortunio a Sam Cassell più che a mancanze strutturali del roster.
 
Tutto ciò serve quindi per dire che i tanti dubbi che hanno accompagnato Garnett in questi dodici anni non vanno presi per "dogmi" come qualcuno dei suo detrattori in passato ha tentato di imporre, ma bensì vanno verificati in un contesto sicuramente più attendibile come quello dei Celtics attuali, per di più inserito in quella Eastern Conference che da anni ormai non riesce a trovare un padrone stabile.

 

 


 
Ci sarebbe da parlare del Garnett giocatore ma credo sia del tutto inutile, a Roma abbiamo avuto la chiara sensazione che anche all'esterno dell'ambiente Celtics è uno dei giocatori più conosciuti al mondo, che in pochissimi al mondo possono permettersi di provare a metterlo in difficoltà in confronti diretti e li si va a cadere su Tim Duncan giocatore che più di ogni altro Garnett ha sofferto in passato nei confronti diretti in passato e Dirk Nowitzki che negli ultimi anni è stato l'unico giocatore a creare qualche grattacapo a Garnett in fase offensiva, anche se poi Dirk si è sempre dimostrato incapace di contenere Garnett nell'altra metà campo. Per il resto degli avversari Garnett rappresenta un vero incubo. E spesso come i veri grandi finisce per diventare un incubo (nel senso buono della parola) anche per i propri compagni, visto quanto chiede a tutti essi, ma anche quanto poi in campo riesce a trasmettere  a loro, e per i pochi che si permettevano di discutere la sua etica, il buttarsi a terra su palle vaganti a metà campo già dalla prima gara di preseason (non lo vedrete fare a molti altri) direi che fuga ogni dubbio.
 
 
Brian Scalabrine : Credo che il buon Brian quest'anno avrà davanti a se una stagioni in cui prendersi delle sonore rivincite nei confronti di chi nell'ultimo biennio l'aveva eletto a "Icona" della "mala gestione" di Ainge, anche se in definitiva il suo quinquennale da 15M$ complessivi rientra  a pieno merito tra gli stipendi dei giocatori della sua fascia. Già nella passata stagione in un contesto al limite del surreale Brian aveva fatto vedere ottime cose, nonostante gli fosse chiesto dallo staff tecnico una serie di cose ben al di la della sua portata tecnica, ossia andare a sbattersi come un leone in difesa per tappare le falle lasciate dai tanti giovani inesperti.

Ma Scal non era solo quello in affanno visto in alcune gare, perché tutto sommato era stato molto positivo nelle poche vittorie dei Celtics della passata stagione. A più attenti non sarà sicuramente sfuggita la sua eccellente prestazione nella gara vinta dopo due supplementari contro Minnesota dove il Brian fece sudare le proverbiali sette camicie al suo nuovo compagno di squadra Kevin Garnett, piazzando nel finale di gara un paio di giocate difensive risultate poi decisive.

 

 


 
Per Scalabrine quest'anno come detto potrebbe essere "l'anno buono" anche perchè più che preoccuparsi di coprire falle altrui, sarà chiamato da un contributo importante in prima persona. E' chiaro che tra il giocare accanto ad un Jefferson o un Powe per coprirgli le spalle dalle sue tante lacune difensive e il giocare accanto ad un Garnett prendendosi l'avversario meno pericoloso e allo stesso tempo in attacco cercando di aprire l'area e punire i raddoppi sugli altri esterni di valore per lui cambia tutto, come si è già visto nella recente gara di Londra con Minnesota nonostante sia stato impiegato sempre con le seconde linee.

Ma quest'anno "Veal" oltre che ad essere impiegato per compiti strettamente difensivi potrebbe essere chiamato in causa anche per le sue doti offensive e il suo tiretto dalla distanza. Facile immaginare un suo impiego accanto a Garnett per aprire il più possibile l'area per le penetrazioni dei nostri esterni, oppure persino da ala piccola magari quando gli avversari si schierano a zona.
 
Chiaramente stiamo parlando di un giocatore di ruolo e non di un fuoriclasse, Brian ha le sue brave lacune, abbastanza soft a rimbalzo, con un gioco intermedio non di primo livello, non velocissimo, ma alla fine i giocatori di ruolo riescono sempre ad elevare il proprio valore in situazioni di alto livello e non in squadre in totale confusione tecnica come i Celtics dell'ultimo biennio. Ecco quindi che il suo ruolo sarà importante, non solo per le sue rivincite personali, quanto perchè rischia di essere uno di quei piccoli "particolari" che spesso in una squadra di alto livello fanno la differenza tra una squadra e l'altra. Quindi cancelliamoci dagli occhi il Brian titubante delle ultime due stagioni, perchè nel contesto attuale dei Celtics ha sicuramente tutte le carte in regola per produrre 15-20 minuti di assoluta qualità.
 
 
Leon Powe : giocatore confermato da Ainge dopo una prima stagione non brillantissima dove ha messo sicuramente in evidenza un'ottima etica del lavoro, una fisicità eccellente, rimane pur sempre un giocatore di due metri con evidenti limiti nel trattamento della palla. Arrivato a Boston dopo una stagione da 20-10 al college, Powe si è ritrovato subito a giocare minuti veri complici i mille infortuni occorsi a compagni di squadra e in campo Powe con i normali limiti di tutti i rookie ha sempre dato il 110% di se stesso. Rimbalzista prepotente, è sicuramente un difensore di buon livello, sa tenere i piedi fermi in uno contro uno e tutto sommato pur con i limiti di un'altezza da ala piccola riesce ad essere un pericoloso intimidatore.
 
Preso sotto la "possente"  ala protettiva di Clifford Ray sin dal suo arrivo a Boston, Leon Powe nelle prime gare di questa stagione appare sicuramente meno "legnoso" nei movimenti, leggermente più reattivo e veloce, anche se comunque la mole massiccia non gli permette certo una progressione sui 28 metri come tanti giocatori della sua altezza. Il prossimo step di lavoro probabilmente prevede un sostanziale miglioramento nei fondamentali. Lo doti di passatore sono deficitarie e spesso quando si ritrova la palla in mano in post basso se pressato va incontro ad un palla persa e comunque difficilmente riesce a scaricare sul perimetro con i tempi giusti.

 


 
E' chiaramente un giocatore ai margini del roster che si giocherà un posto nei dodice attivi con Glen Davis e forse l'uruguaiano Esteban Batista se questi non verrà tagliato. Il confronto con Davis è sicuramente molto stimolante, in allenamento spesso Clifford Ray li mette uno contro l'altro, decisamente più tecnico Glen Davis, decisamente più tosto difensivamente Leon Powe. Per Powe quindi sarà fondamentale "crescere" durante la stagione perchè a detta di molti Glen Davis dopo un periodo di naturale ambientamento potrebbe passargli avanti nelle graduatorie interne, per giocarsi qualche scampolo di gara accanto a Garnett come cambio di Perkins, e tutto sommato in gare a basso punteggio Leon Powe i suoi bravi minuti di fisicità accanto a Garnett saprà sicuramente garantirli.

Commenti (8)add comment

Tozzy ha scritto:

  È brutto dover pensare che un giocatore come Powe che ha sempre dato il massimo lavorando durissimo possa essere tagliato xkè madre natura non gli ha fatto dono di quel qualcosa in più che farebbe la differenza, e anche se non una star potrebbe portarlo ad essere un buon giocatore utile a qualsiasi squadra. Ma si sa che a volte ci vogliono scelte difficili!!
commento inserito alle 13:36 del 16 ottobre 2007

DNGMRZ ha scritto:

  scusa leo.
il video di KG mi dice che è stato rimosso......
hai un altro link ?
commento inserito alle 14:51 del 16 ottobre 2007

Meisk ha scritto:

  Intanto Rivers ha dichiarato di non voler necessariamente rimanere con 15 giocatori a roster, gli piacerebbe anche scendere a 14: "potrebbe sempre esserci qualche giocatore interessante da prendere..." la sua spiegazione.
Sembra una lotta tra Jones e Batista per l'ultimo posto, con Wallace e Manuel chiaramente spacciati.
Forse entro la partita di domani vs NY verranno comincate le decisioni
commento inserito alle 17:28 del 16 ottobre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Allora Rivers la sa lunga, si narra dalle nostre parti ossia nel vecchio continente del fatto che Nikola Vujcic ex Maccabi vuole varcare l'oceano e che come al solito tra gli interessati ci siamo noi.

Sul fatto che Manuel sia spacciato non saprei stando ad alcune fonti americane invece potrebbe salvarsi proprio lui.
commento inserito alle 17:43 del 16 ottobre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Leo, non metto in dubbio le tue fonti, ma Vujcic viene al minimo salariale o poco più?
Certo potrebbe essere meglio di Batista tecnicamente, ignoro le sue condizioni fisiche e, soprattutto, vediamo con quale umiltà si presenta.
Siamo in 17, scendiamo a 15 per non sprecare minuti in pre season con chi non sarà in squadra e mi pare corretto (dopo due settimane l'idea ormai la avranno chiara) e tra i tagliabili Jones, Manuel, Wallace e Batista un esterno credo rimanga come polizza sulla salute di TA, in più terrei Batista perchè un lungo in più fa sempre comodo in allenamento.

Abbiamo poi Davis e Pruitt che potranno andare in NDBL, quindi il cerchio è bello e quadrato, Batista se restiamo in 14, io andrei con Wallace se in 15, perchè anche lui potrà essere dirottato in NBDL.
commento inserito alle 17:53 del 16 ottobre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Per me Jones è quasi al sicuro, il ginocchio di TA scricchiola troppo e nei primi 2-3 mesi va usato con parsimonia soprattutto nei back to back. Jones perlomeno ha quattro anni di NBA sul groppone e comunque 10-15 minuti di difesa all'altezza può darli.

Poi secondo me Ainge come al solito è sornione alla finestra, in queste due settimane l'NBA è in subbuglio perchè Kirilenko e Marion sono di fatto separati in casa e le loro eventuali cessioni possono causare effetto domino in tante direzioni, poi c'è pure il caso kobe, ormai LA è chiaro che sta seriamente sondando il mercato per cederlo (sembra che le trattative con i Bulls siano intense, ultima offerta Nocioni, Tyrus Thomas, Noah e Gordon però non realizzabile fino al 15 dicembre) e anche qui tanti scenari aperti e veteranti che in un attimo potrebbero trovrsi da na squadra di medio alti livello ad un in piena rifondazione e quindi chiedere il buyout.

Io rimano dell'idea che quel milione e mezzo di MLE ancora libera se proprio la devo spedere vado a bussare da PJ Brown.
commento inserito alle 19:42 del 16 ottobre 2007

Christian Spazian ha scritto:

  Personalmente farei giocare sempre un pò Powe, ho la sensazione che possa esplodere da un momento all'altro.
commento inserito alle 23:35 del 16 ottobre 2007

Massimo Tasselli ha scritto:

  Per come li ho visti nelle prime uscite Davis ha meno presenza difensiva rispetto a Powe ma in generale mi sembra più pronto per il livello di gioco (per motivi fondamentalmente tecnici più che fisico-atletici). Batista non è apparso uno sprovveduto ma resta da valutare. Tra gli incerti non so chi prevarrà, Wallace e Manuel però io li vedo debolucci
commento inserito alle 16:04 del 19 ottobre 2007

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