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Ray Allen, Tony Allen, Jackie Manuel: storie diverse, un unico obiettivo. Riportare l'anello in Massachusetts: vediamo come e con quali back-ground.
Ray Allen - È una delle più gradite sorprese che Ainge ha fatto ai tifosi dei Celtics. E non tanto per il valore assoluto del giocatore, ma per il fatto che l'ex numero 34 di Milwaukee e Seattle è proprio quello che si dice un'
icona della Nba. Ricordate "He Got The Game"? Trascorsi cinematografici a parte, Ray (32 anni compiuti lo scorso 20 marzo, 196 centimetri per 93 chili, sette volte All Star) entra nella sua dodicesima stagione nella Lega, vestendo una casacca che improvvisamente è diventata ambita e con l'intento, nemmeno troppo velato, di vincere finalmente un Anello.
Le sue cifre della passata stagione inducono all'ottimismo: 26.4 punti. 4.1 assist e 4.5 rimbalzi a partita, peccato che ci sia stato un infortunio che ne ha limitato (molto) impiego e prestazioni. Battutaccia: sempre meglio un Ray Allen che un Allen Ray, che pure ha messo a referto 16.4 punti a partita nella passata stagione. Anche lui una guardia, dopotutto. Il soprannome più curioso del nuovo numero 20 di Boston è Candyman, ovvero "l'uomo delle caramelle" per lo stile al tiro in sospensione, delizioso per esperti, tifosi e semplici appassionati. Domanda che ricorre in questi giorni (e che ricorrerà):
R. Allen è davvero compatibile con Paul Pierce, il contributo rimane essenziale per le buone sorti dei C's ? A Roma si avranno le primissime risposte. Intanto, per gli appassionati dei Green - di ogni età e latitudine - v'è l'innegabile soddisfazione di avere al proprio servizio un tiratore da tre punti micidiale (come e forse più di PP):
non è poco.
Tony Allen - Venticinquesima scelta assoluta al Draft 2004, ovvero in tempi assai grami per i colori biancoverdi, il ragazzo da Chicago disputava un'ottima stagione da rookie: all'epoca rappresentava, insieme ad Al Jefferson, un'entusiasmante incognita per il futuro dei Celtics. Si sa com'è andata: il power forward da Prentiss HS è diventata un star, mentre Allen ha dovuto affrontare vicissitudini cestistiche ed extra-cestistiche che ne hanno minato fiducia ed entusiasmo.
Ma Tony c'è ancora, ed è il tipo di guardia ch potrebbe tornare utile a Doc Rivers nelle infinite rotazioni che lo aspettano. Vero e proprio conoscitore di musica (a detta dei suoi compagni di squadra, almeno) T. Allen è assente dai parquet della Nba dal 10 gennaio scorso, quando si è fatto male atterrando rovinosamente sul ginocchio sinistro, in seguito a un tentativo (fallito, peraltro) di effettuare una schiacciata.
Quando si dice la sfortuna, ma anche l'intemperanza: correva il 2005 quando Allen, coinvolto in una rissa poi degenerata in una sparatoria nella sua Chicago, trascorse ben due notti al fresco, prima di subire un primo, serio infortunio al ginocchio. La sua migliore annata nella Lega è quella 2006-2007: appena 33 partite, appena sufficienti per totalizzare 11.5 punti e 3.8 rimbalzi a gara. Il talento del ragazzo da Oklahoma State è ancora tutto da vedere, insomma, e questa potrebbe davvero essere la stagione
giusta: 'dentro' c'è Garnett e non si può fare cattiva figura. È ovvio.
Jackie Manuel - Proviene dalla Florida e ha la prima vera chance di fare qualcosa nella Lega, dopo aver militato per una stagione nelle file dei Los Angeles Defenders (NBDL, insomma). Al college (NorthCarolina) Manuel ha fatto panchina per tre anni, prima di diventare celebre per le sue capacità difensive. "Jackie Manuel has a posse": questo lo slogan dei tifosi dei Tar Heels durante il fortunato torneo Ncaa 2004-2005.
La frase campeggia ancora su una t-shirt, tuttora acquistabile con la modica spesa di 18 dollari (occhio alle spese di spedizione, però). Diventare qualcuno nell'università frequentata da un certo Michael Jordan fa sempre piacere, specie se riesci a diventare campione nazionale.
Alla fine del gioco, tuttavia, Manuel si ritrovò undrafted, cioè senza una squadra Nba che lo accogliesse o, quantomeno, lo mettesse alla prova. All'ex-Tar Heels toccò dunque il purgatorio della Nbdl: i Los Angeles Defenders lo selezionano (expansion draft del 2005, per la cronaca), ma Jackie esordisce con la franchigia californiana solo un anno dopo, a causa degli infortuni che gli hanno impedito di giocare nei Fayetteville Patriots, dove era stato parcheggiato nella stagione 2005-2006.
Manuel è un gran difensore: in attacco non brilla affatto. Il suo destino è quello di far rifiatare i big del back-court, ove ce ne fosse bisogno. E ce ne sarà.
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