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Parola d'ordine : "Versatilità" PDF Stampa E-mail
Approfondimenti
Scritto da Leonardo Ancilli   
luned́ 17 settembre 2007
Proviamo ad immaginarsi come saranno in campo i nuovi Celtics, e quali potrebbero essere i punti di forza di una squadra che tra le tante sfide, ha in serbo pure quella di ribaltare l'arcana teoria che senza l'asse play-centro non si può vincere.

Il vostro concetto di squadra di basket prevede il classico play ragionatore altruista da 14 punti e quasi 10 assist a sera, una guardia con estrema pericolosità dal perimetro e continua in fase realizzativa, un'ala piccola tutto fare, che da una mano nell'impostazione del gioco che fa da collante tra i reparti degli esterni e dei lunghi, e allo stesso tempo non disdegna penetrazioni in zona pitturata, un ala  grande solida, con un tiro frontale dai tre metri affidabile coniugato comunque ad una pericolosità interna e un centro maestro dei movimenti in post basso e allo stesso tempo con marcate caratteristiche intimidatorie ? Perfetto !!! I Celtics 2007-08 sicuramente non sono la squadra che fa per voi.

La parola più chic degli ultimi anni nell'NBA è "Versatility" ossia versatilità. E' stato il grande credo dei Phoenix Suns, sicuramente la squadra più brillante e gradevole da vedere degli ultimi anni, che pian piano è stato fatto proprio da altre squadre di vertice come Dallas e Utah. La principale caratteristica di questo tipo di gioco è quella di dare meno punti di riferimento possibile agli avversari creando gioco con tutti e cinque i giocatori in campo, uscendo quindi dal classico canone delle squadre fondate sull'asse play / centro. Non ci sarà quindi da stupirsi se nei finali scottanti vedremo in campo un quintetto con Tony Allen (guardia) in play a pressare al massimo il playmaker avversario, Ray Allen, Paul Pierce, James Posey e Kevin Garnett da centro, quindi una squadra che secondo i classici canoni non avrà ne capo (play) ne coda (centro), ma con in mezzo un ammasso di talento raramente visto nei campi di basket. E se per noi tifosi dunque suona strano che dopo aver fatto tanto Ainge ancora non abbia chiuso il cerchio con quello che secondo noi è il tassello mancante, ossia il play di riserva, forse va riconosciuto che tale problema non è considerato tale dallo staff tecnico, vista la grande fiducia che c'è verso Rajon Rondo, ma anche l'utopistico sogno di impostare la creazione del gioco dalle mani di Paul Pierce e Kevin Garnett e non da quelle del playmaker di turno.

profile_rondo.jpg
 
Doveva essere in teoria forse la prima stagione in cui il tanto lavoro fatto sui giovani nell'ultimo biennio poteva dare i suoi frutti, e invece ci ritroviamo catapultati in vetta a tutti i pronostici delle Eastern Conference invidiati da tutta l'NBA per la bontà del lavoro svolto in due mesi dal nostro GM, ma anche attanagliati da tanti piccoli dubbi (come se gli altri non li avessero), che solo la mente passionale del tifoso può far diventare "temi del giorno", come la mancanza di un supporto adeguato per il play, un altro lungo che porti difesa in serbo (genere di giocatore praticamente irreperibile sul mercato) visti da tutti i tifosi a torto come problemi vitali.
 
Serve quindi forse una riflessione a freddo sul come mai di certe scelte, ma soprattutto è il momento di cercare di capire come giocheranno questi Celtics. E' ovvio che si partirà con un quintetto di stampo classico con Rondo e Perkins a fare da custodi al trio delle meraviglie Allen Pierce Garnett, ma poi in fase di rotazione rischiamo di vedere una squadra molto distante da concetti classici come detto sopra. Totalmente inutile analizzare i ruoli di guardia ala piccola e ala grande dove con tre titolari extra lusso di spazio per altri ne rimane poco, e per quel poco di spazio James Posey per i due ruoli di ala e Tony Allen sono due giocatori di sicuro affidamento. I dubbi più grandi quindi vengono ricondotti ai ruoli di centro e di play.
 
Per il capitolo play sicuramente bisogna partire da quello che va considerato un dato di fatto, ossia che lo staff tecnico dirigenziale ha massima fiducia in Rajon Rondo, visto che per trattenerlo a Boston nella trattativa per Garnett si sono percorse altre strade, infatti la richiesta iniziale di McHale sembra che fosse Rondo + Jefferson + la scelta ex Minnesota + Contratti in scadenza. Invece Ainge ha fatto l'impossibile per trattenere l'ex Kentucky a Boston inserendo quindi nella trattativa Gerald Green e Ryan Gomes e una scelta futura dei Celtics, al suo posto, e vista l'enorme stima verso gli ex numero 4 e numero 5, questo fa capire che su Rondo ci si punta forte sia per il presente sia forse per il dopo Big3. Ovvio che in una situazione del genere per lo staff tecnico il problema non è più il play titolare, ma il supporto e per quello si è preferito stare con le proprie risorse anziché (magari in attesa di qualche taglio altrui), anziché svenarsi per mezzi giocatori che alla fine avrebbero comunque giocato poco. Ainge recentemente per giustificare questa scelta ha fatto capire chiaramente che il ruolo del play sarà di ordinaria amministrazione, e che le vere fonti del gioco saranno i tre, visto che tutti e tre hanno comunque in carriera medie assist ottime in relazione ai ruoli che ricoprono.
 
Una scelta del genere va ovviamente catalogate tra quelle coraggiose, per noi tifosi uno come Jasikevicius o uno come Hudson, pur con tutti i dubbi che si sarebbero portati dietro (tanti per la cronaca) sarebbe andati bene, ma evidentemente Ainge preferisce rischiare sui dubbi sul trattamento di palla di Tony Allen, sull'inesperienza di Gabe Pruitt, avendo anche in canna il jolly Ray Allen che si è già detto disponibile a giocare qualche minuto in punta. Il tutto comunque fa parte della grande scommessa di vincere per la prima volta il titolo uscendo dai canoni classici del gioco (e questo comunque a prescindere dal fatto che ci riescano i Celtics o meno, è sempre più vicino).

docrivers11092005.jpgUn capitolo a se stante dei nuovi Celtics lo meriterà sicuramente la difesa, tallone dolente della gestione Rivers fino ad oggi, dove in parte era scusato dalla totale inesperienza di buona parte del roster, ma si intuiva anche una scelta di fondo di sviluppare più il lato offensivo dei giovani rispetto a quello difensivo. Il passato è passato e l'attuale roster dei Celtics ha tutto per poter schierare una difesa di buon livello. Su Kevin Garnett non si inizia neppure a discutere, è il classico giocatore che potrebbe vincere il premo di difensore dell'anno ogni stagione ma che poi non gli viene dato perchè troppo forte, lo stesso Paul Pierce in carriera in determinati momenti ha dimostrato che quando c'è da difendere sul serio lui c'è, anche se chiaramente uno come lui va sempre portato fresco e lucido nei finali di gara e non sarà possibile spremerlo in difesa per tutta la gara. Ray Allen sicuramente non è salito alle cronache per la sua difesa fino ad oggi, ma non è neppure l'ultimo della classe, chiaramente non è un difensore di atletismo ma di testa e comunque con il suo immenso QI cestistico non sarà certo facile passargli sopra. completando il quintetto altri due giocatori che in difesa sanno il fatto loro come Rajon Rondo e Kendrick Perkins, che magari sono chiamati all'ultimo step per togliersi di dosso i mali di gioventù, ma che sono sicuramente pronti a dare un buon apporto alla causa. grande energia difensiva in uscita dalla panchina, Tony Allen e James Posey si possono sicuramente annoverare tra i migliori difensori dell'NBA, Scalabrine e Pollard se c'è da fare a sportellate non si tirano di certo indietro, così come Leon Powe che fa della sua fisicità il suo punto forte.
 
Quindi per Rivers quest'anno non ci sono scusanti, dovrà capitalizzare tutto il talento difensivo a roster e inventarsi in tempi ragionevolmente brevi un sistema difensivo all'altezza del ruolo che i Celtics dovranno recitare nei prossimi anni.
 
In sostanza ci sono sicuramente molti spunti positivi da cui partire ma questo non vuole assolutamente dire che è tutto in discesa, i dubbi ci sono, da quelli strutturali del roster di cui parlavo sopra, ad un coach che dopo 8 stagioni NBA è ancora a quota zero serie vinte, ad un roster rivoluzionato da assemblare in tempi ragionevolmente brevi, da una coesistenza tra tre dei primi venti giocatori al mondo che a detta di tutti loro per primi sembra essere l'ultimo dei problemi, ma comunque ci saranno equilibri delicati da creare, non tanto a livello di convivenza quanto proprio a livello tattico al fine di sfruttare la meglio il potenziale dei tre.

Commenti (24)add comment

Michele Pulcini ha scritto:

  Parto dall'ultima considerazione, cioè che non è tutto in discesa, perchè il lavoro da fare è molto, perchè abbiamo tre stelle abituate ad avere la squadra che gioca per loro e potrebbe non essere fare la condivisione in tre di oneri e onori.
Però gli altri due membri del quintetto hanno caratteristiche e mentalità da buoni gregari e non esigono tiri in quantità, permettendo un equilibrio notevole, come pure la scelta di altri veterani di supporto (Posey, House, Pollard) insieme al buon Scal, è indirizzata a cercare equilibrio anche nello spogliatoio: vedo il garbato rifiuto a Troy Hudson in quest'ottica (tralasciamo le sue precarie condizioni fisiche).
Non dobbiamo, invece, pretendere una partenza lanciatissima perchè non è necessaria ed è, al contrario, propria delle squadre già assestate da tempo che giocano ormai a memoria, non credo di essere interessato a ripetere la stagione passata di Dallas (migliore record e subito fuori ai PO), preferisco un costante progresso nella stagione per essere pronti in primavera, magari verificando la necessità di aggiungere un altro giocatore.
La stagione NBA non è uno sprint, è una corsa a tappe piuttosto lunga e faticosa, pretendere subito risultati e bel gioco sarebbe controproducente.
commento inserito alle 08:57 del 19 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Riguardo ad Hudson ricordo che a metà agosto ha fatto un provino con San Antonio e non ha superato i test fisici, quindi il rischio giustamente Ainge non lo ha corso, ammesso che poi gli sia interessato.
commento inserito alle 09:06 del 19 settembre 2007

Cristiano ha scritto:

  fermo restando che la ns e'stata un'estate...da sogno;che siamo logicamente (ma la logica nn sempre rispetta la realta'...) fra le 4-5 squadre favorite all'Anello e che abbiamo pure una panchina neppure troppo sguarnita...resta l'anello debole (a mio avviso), appunto del play.Nella sua ottima disanima, Leo non prende seconde me in considerazione,un aspetto
negativo del ''punto play'' : si, TA difende alla grande...idem per Rondo...si HGG puo' per alcuni minuti ''inventarsi'' in posizione 1, e House la stessa cosa. Ma non consideriamo i ''finali in cui bisognera' difendere come pazzi''...bensi' i finali in cui saremo punto a punto...ma in vantaggio. Ecco,secondo me nn abbiamo un play che sappia veramente gestire la squadra,gestire il gioco. La mia paura e' vedere una squadra che sullo slancio e grazie alla classe dei suoi elementi parte alla grande...ma nnsa poi gestire i vantaggi accumulati.
Oddio...sempre meglio dell'anno scorso...direi :-))))
Ma il problema,a mio avviso, e' quello e,cio' che e' peggio, e' che si tratta di un problema che verra' evidenziato,nelle partite ''calde'' della post-season
commento inserito alle 09:46 del 19 settembre 2007

Cristiano ha scritto:

  mi sono spiegato male...!
Il concetto che volevo esprimere e' : nn si difende un vantaggio solo...difendendo bene, ma gestendo bene la palla quando in ns possesso.
E secondo me, nn abbiamo nessuno che sappia farlo.
commento inserito alle 09:48 del 19 settembre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Cristiano, è vero quello che dici, però ti faccio una domanda: gli Spurs campioni nel 2005 avevano un play del tipo che vorresti tu?
No, nella finale contro i Pistons hanno dato tre/quattro volte la palla a Duncan e buonanotte.
Possiamo fare altrettanto? Forse, ci spero e non vedo perchè no.
commento inserito alle 14:41 del 19 settembre 2007

Sergio ha scritto:

  Scusate se mi approprio dei concetti espressi dal buon Leo, ma io cose del genere le dico da un pò. A parte il fatto che con gli anni il concetto di basket cambia parecchio (e che quindi il discorso: " nella storia del basket si è sempre vinto con l'asse play-centro..." non ha molto senso), cmq ormai i ruoli sono stati rivoluzionati. Ormai si gioca sui match-up, e si vince con le vie di mezzo dei ruoli (non solo con loro, ma combo guard alla Wade e i Nowitzki del mondo rappresentano quello che intendo). La zona ha poi rivoluzionato tutto (la difesa che gli Spurs hanno fatto vedere a LeBron era illegale ai tempi di jordan, di magic e di larry).
A mio modo di vedere il basket moderno NBA è tutta una questione di match-up. E' probabile che questi Celtics non saranno mai una squadra completa, è probabile che ci portemo dietro qualche deficit difensivo, forse a rimbalzo (ma poi neanche tanto)e forse ci mancherà qualcosa in termini di trattatori del pallone e playmaking; il discorso è che però se in difesa riusciamo a tenere botta (neanche a dominare, solo a tenere botta), il talento individuale offensivo rischia di essere debordante, e tralatro i continui miss-match rischiano di incasinare rotazioni e gioco degli avversari. Un solo esempio: Popovic, che è considerato l'allenatore più ortodosso della lega, ha fatto una figura barbina nel 2006 con i Mavs perdendo la serie rinnegando il suo basket, perchè ha dovuto mettere 4 piccoli per lunghi tratti per poter accoppiare Bowen con Nowitski. Potere dei miss-match. tutti a dargli giù, però domanda: come fai a marcare Nowitski? Ecco questa domanda la moltiplichiamo per 3, ci scriviamo Garnett, Pierce e Allen e poi vediamo chi deve essere eretico rispetto la "dottrina del basket", noi o gli altri...
commento inserito alle 15:27 del 19 settembre 2007

lelejuve ha scritto:

  I miei dubbi sono legati essenzialmente al play e la pivot.
Capitolo play: Rondo deve dimostrare ancora molto e sopratttutto migliorare al tiro per essere credibile.
In panca manca un play, poche storie: Pruitt lo vedo più guardia e comunque è una prima scetla, House è un tiratore che non difende, gli altri sono soluzioni in casi d'emergenza.

Capitolo pivot: qui lo sò bene che ho tutti voi contro perchè considero Perkins scarso.
Va bene che deve soprattutto difendere e prendere rimbalzi, ma secondo me un giocatore per essere chiamato tale deve saper fare un pò tutto.
Poi è chiaro che anche O'Neal ha i suoi limiti (tiri liberi e dalla lunga distanza), ma il buon Perkins mi sembra che ne abbia troppi e ben eccentuati.

commento inserito alle 16:21 del 19 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

 
A mio modo di vedere il basket moderno NBA è tutta una questione di match-up. E' probabile che questi Celtics non saranno mai una squadra completa, è probabile che ci portemo dietro qualche deficit difensivo, forse a rimbalzo (ma poi neanche tanto)e forse ci mancherà qualcosa in termini di trattatori del pallone e playmaking; il discorso è che però se in difesa riusciamo a tenere botta (neanche a dominare, solo a tenere botta), il talento individuale offensivo rischia di essere debordante, e tralatro i continui miss-match rischiano di incasinare rotazioni e gioco degli avversari. (Sergio)


Credo che questo sia quello che Ainge vuole trasmettere a tutti quanti dopo l'arrivo di KG e Allen. Noi tifosi continuiamo a pensare che ogni parola del GM sia una mezza bugia, o comunque un cercare di mettere le mani su qualcosa che può non aver fatto "secondo logica".

Io credo che per una volta forse Ainge non parli con lingua biforcuta quando dice che nei Celtics di quest'anno il gioco dovrà partire dalle mani dei Big3 e che il ruolo del play saraà meno cruciale che in passato (o perlomeno così proveranno a farli giocare, resta poi da vedere se funziona o no la cosa).

Di sicuro è stata attuata una filosofia dove non si è puntato a giocatori dubbiosi ma si è andati sul sicuro prendendo gente di cui sono ben noti pregi e difetti.

Sul discorso play per me si sta facendo diventare un problema quella che in realtà è un'inezia, perchè a conti fatto tre giocatori come i notri sono almeno 20 anni che non li aveva nessuno, in questi venti anni il basket ha cambiato faccia più volte e se oggi no si è ancora in piena rivoluzione è dovuto a Shaq e Duncan che sono capitati in situazioni congeniali a loro e in cui hanno potuto vincere titoli a grappoli.

Potrebbe essere quindi l'anno della svolta e del cambiamento, e noi con Dallas e Phoenix siamo in pole per il primo titolo della "seconda repubblica tecnica dell'NBA" .

Per i nostri finali punto a punto no mi faccio problemi, vedo un bel Ray Allen palla in mano (90% ai liberi quindi non gli puoi fare fallo), e uno tra Tony e House in guardia a seconda delle esigenze. E con tutto il rispetto se si tratta di tre possessi io la palla la vedo più volentieri in mano a Ray Allen che a uno come Hudson.

Per me la chiave della nostra stagione sarà la qualità delle nostre esecusioni, se il dialogo tra i Big3 funziona i problemi nei finali credo che più che nostri saranno degli altri, perchè con Allen e Kg sul lato della palle e Pierce sul lato debole assomigliamo tanto a qualcosa che perlomeno con le zone non puoi nemmeno provare a difendere.
commento inserito alle 18:11 del 19 settembre 2007

giu_se_ppe61 ha scritto:

  non sono tanto d'accordo con Leonardo. E' vero che il gioco nba è molto cambiato rispetto ai tempi, ad esempio, di Bird e compagnia ma l'importanza dell'asse play - centro non è ancora tramontata. Lo dimostra proprio l'esempio fatto da Leonardo: i Phoenix Suns hanno un grande centro e un grandissimo play, i quali dominano il gioco della squadra. Tra l'altro mi sembra che le caratteristiche qualificanti del gioco dei Suns siano la velocità della transizione e della palla e la prevalenza dell'attacco rispetto alla difesa. L'incapacità di variare questa filosofia in qualunque situazione fanno dei Suns una squadra magari divertente ma tutt'altro che "versatile" e l'hanno anche fatta diventare una delle più grandi delusioni degli ultimi anni, in termini di promesse non mantenute. E' vero che l'asse 1 - 5 non è sufficente per vincere (sempre i Suns), però aiuta e del resto basta guardare le ultime squadre che hanno vinto il titolo, per non parlare delle vecchie. Chiedo, così per provocazione, non lo fareste lo scambio Nash e Stoudmaire per R. Allen e Garnett? Piuttosto mi sembra che la novità più importante in questi ultimi tempi sia la proliferazione di giocatori, questi si, versatili e al limite "atipici" per il ruolo che ricoprono (sempre per Phoenix, Marion) e la crescita "strategica" del tiro da 3 punti. Quanto a Boston mi sembra bene attrezzata per divenatare un'eccezione alla "regola" di cui sopra, anche perchè non sarà facile per nessuno difendere sul trio Pierce - Allen - Garnett. Tra l'altro mi aspetto grandi cose in attacco anche da Tony Allen, al quale non mancheranno gli spazi. Sotto canestro siamo ragionevolmente a posto, chi fa canestro c'è e se Rondo migliora come tutti speriamo nei prossimi anni potremo dire la nostra.
p.s. non ditemi però che in cabina di regia non servirebbe qualcosa in più
commento inserito alle 23:13 del 19 settembre 2007

Christian Spazian ha scritto:

  Non commento l'articolo perchè mi trovo d'accordo al 100%, vorrei solo far notare a Giuseppe che il considerare Stoudemire centro fa a cazzotti col suo discorso dell'asse play-centro: considerarlo centro è un'eresia per i puristi dell'asse play-centro.
Inoltre bisogna tener conto che finora Phoenix non ha vinto un bel niente.

Personalmente eviterei di prendere Phoenix come esempio per i puristi, in realtà nessuna squadra vincente attualmente può essere presa come esempio dai puristi, e questo è da tenere in debita considerazione.
commento inserito alle 09:02 del 20 settembre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Dai, PHX è un caso di scuola sul basket, irripetibile, perchè un giocatore come Nash non c'è altrove, perchè detta tutti i ritmi della squadra, ha la palla in mano per 15 secondi ad azione, segna 20 punti e serve 10 assist a partita e gli altri si adattano a lui.
Stoudamire non è per nulla un centro, solo un'ala atleticissima che corre, salta e stoppa, adattandosi a difendere sui centri altrui.
Sulla loro mancanza di vittorie, comunque, ci andrei piano: a maggio solo la porcata di Horry li ha fermati (nessuno mi convincerà del contrario perchè erano 2/2 con la quinta in casa) e due anni fa Stoudamire era infortunato.

PHX a parte, le altre non hanno quest'asse play/centro, non SA (Parker un play?), non Cleveland, non Detroit (Webber il centro?), per non parlare di Dallas e Miami, finaliste nel 2006.
Contano solo le stelle, se ne hai due di alto livello (per capirci da ASG) e riesci a farle convivere (non certo come Kobe e Shaq), vinci e noi ne abbiamo tre, gli altri è sufficiente che siano i comprimari giusti al posto giusto. E devi stare alla larga dagli infortuni (vedi Wade).
Siamo attrezzati in quest'ottica? Mi pare di si.
commento inserito alle 09:13 del 20 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Se si considera Stoudemire un centro, allora possiamo smettere di pensare ad ogni tipo di problema sotto le nostre plance, perchè KG per assurdo è più centro di Stoudamire, e che nel complesso oggi vale di più (non a caso i Suns lo avrebbero sacrificato per KG a fine giugno), visto che Amare in difesa latita e KG impera o giù di li.

Chiaramente poi se Boston vincesse con un roster senza play e senza centro farebbe "storia", ma se non lo dovesse fare, in tempi brevi lo farà comunque qualcun'altro, anche perchè i tempi sono maturi, Shaq e Duncan invecchiano e all'orizzonte se escludiamo Oden non c'è un lungo stanziale che dai la senzazione di poter dominare come hanno fatto Duncan e Shaq nell'ultimo decennio, perchè anche Dallas è nella nostr situazione, play bravi, ma non classici, Nowitzki centro come KH e Amare insomma fuori dai canoni classici.

commento inserito alle 09:39 del 20 settembre 2007

giu_se_ppe61 ha scritto:

  Scusate ma forse non mi avete letto con molta attenzione: Christian, veramente io ho scritto che una delle caratteristiche del basket nba attuale è la presenza di giocatori versatili e al limite atipici. Phoenix non ha vinto niente? infatti ho scritto che è stata una delusione.
Michele, l'ho scritto anch'io che Nash è un giocatore straordinario; Stoudmaire corre, salta e marca i centri (aggiungi 20 pp e 10 r di media) però non è centro, ma è un'ala grande? perché i centri che fanno? e poi sarei io il purista? a me sembra più la vostra un'immagine stereotipata dei ruoli nel basket nba (anche perchè un altro tipo di centro non potrebbe starci nel sistema D'Antoni). Boston è ben attrezzata per vincere con le proprie armi attuali? sono d'accordo e l'ho scritto.
Leo: Garnett migliore di Stoudmaire, posso essere d'accordo, anche se ammetto di non aver visto giocare tante volte Garnett. Naturalmente me lo auguro e confermo: l'asse 1 - 5 è importante, il che non significa aspettarsi di veder giocare ancora Bob Cousy e Bill Russel e neanche che sia impossibile vincere con punti di forza diversi. Per il futuro si vedrà.
commento inserito alle 21:54 del 20 settembre 2007

Enrico ha scritto:

  Io sono un po' restio a dire cosa non vada e cosa vada prima dell'inizio della stagione. L'unica cosa che mi toglie un po' di tranquillità è sotto canestro ma siccome Perkins è il mio "idolo" posso sopportare tutto.
Aspetto sempre la stagione per commentare e giudicare. La pre-season potrebbe essere non come vorremmo ma io vorrei aspettare le prime partite. C'è la regola in America delle 20 partite, dopo quelle si può dire che tipo di stagione una squadra potrà fare, non aspetterò così tanto ma sicuramente la regola mente poco.
Intanto (non so se è già stato scritto) Jasi ha ricevuto il buy-out. Probabilmente andrà in Grecia e tutti i discorsi fatti saranno aria fritta.
commento inserito alle 23:18 del 20 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Secondo me il discorso play / centro chiave di ogni successo è agli sgoccioli, perlomeno se si vedono play e centro secondo i canoni classici (quindi non Parker Duncan perchè Parker è una mezza guardia e Duncan ha giocato 10 anni con un centro accanto), i motivi sono vari, si va da una dispersione di talento molto maggiore che in passato (ai tempi di Russell e Cousy c'erano la metà delle squadre quindi un grande play e un grande centro statistiche alla mano avevano il doppio delle possibilità di incontrarsi), dalla mancanza di giocatori (soprattutto lunghi) con fondamentali nelle mani, ad un gioco sicuramente più votato all'atletismo che alla tecnica e via discorrendo.

Insomma se ci mettiamo a vedere quali sono ad oggi i migliori assi play centro finiamo a Sacramento con Bibby / Miller o a NY con Marbury / Curry due squadre che sarà più facile trovare in lotteria che ai playoff.

Ad oggi quindi credo che i ruoli di ala grande e centro siano molto vicini e alla fine credo che conti più il come si accoppiano id ue lunghi che il valore dei due presi come singoli. Quindi se Amare viene premiato dall'NBA nel primo quintetto come centro, non credo che KG ci sfigurerebbe nel ruolo, alla fine quindi sarà cruciale trovare un intesa tra Garnett e un paio di giocatori, anche perchè nota dolente come evidenziato dal buon Gerry tempo fa, in 12 anni di NBA Garnett non ha trovato un compagno con cui funzionasse bene la'ccoppiata, vuoi per la pochezza di quelli che gli sono stati vicini, vuoi anche per qualche colpa sua, ed è sintomatico che quello con cui ha reso meglio sia un journeyman per antonomasia come Mark Madsen.
commento inserito alle 00:01 del 21 settembre 2007

Enrico ha scritto:

  Per aggiungere, ho sempre creduto poco all'asse Play-Pivot. Poi ognuno vede il basket in maniera diversa. Ci sono tante variabili, per me un giocatore di basket, chiunque sia e qualunque ruolo abbia deve saper giocare in qualsiasi parte del campo e deve saper leggere le situazioni.
Poi ci sono situazioni, come magari la nostra, che tutto può andare bene se ognuno sa ed è consapevole del proprio ruolo in squadra.
E' difficile creare tutto ed è molto facile distruggerlo in un secondo.
commento inserito alle 00:18 del 21 settembre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Stiamo scivolando nella discussione sul sesso degli angeli, credo che l'unica verità sia relativa alla grande penuria, ormai, di play e centri tradizionali, cioè un creatore di gioco "pass first" e un dominatore dell'area pitturata.
In ogni caso, mi pare che comunque Garnett nell'ultima stagione sia stato il migliore rimbalzista della lega (12,smilies/cool.gif seguito da DWight Howard (12,4) e poi Boozer (11,7), non proprio centri.
Se andiamo a vedere i rimbalzi difensivi, sempre Garnett primo (10,4), il secondo è Camby, molto distante (9,3), terzo D12 (8,smilies/cool.gif: cioè il nostro Kevin era l'unico a prenderne più di 10 a sera!

Ho letto la chat di Pierce e aggiunge poco, ovviamente, a quanto già sapevamo, l'unica nota interessante è che ripete l'opportunità di verificare punti di forza e debolezze prima di tornare sul mercato.
Ho anche letto un'altra intervista con Allen, dalla quale si rileva che già lavorano su aspetti "di gara" del gioco, perchè, a proposito di come procede l'integrazione del "trio", dice che a KG non piace troppo ricevere passaggi schiacciati a terra quando è in post, sintomo che il lavoro di ormai tutta la squadra procedea ritmi sostenuti.
commento inserito alle 09:36 del 21 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Più che altro se siamo a discutere di passaggi schiacciati a terra è segno che siamo già in una fase di lavoro dove si va molto sui dettagli e non per le grosse linee e questo è sicuramente un altro segnale che il trio "funziona".

Riguardo al discorso play / centro, va detto che in passato la cosa era basilare, ma c'erano anche condizioni molto diverso, ossia dal college arrivano giocatori molto più educati cestisticamente con grandi fondamentali, ma soprattutto essendoci molte meno squadre in meno il telento si disperdeva meno e quindi in mezzo all'asse play pivot c'era comunque grande qualità.

Oggi in qualche quintetto NBA si vedono "sinistri" personaggi che con il basket hanno poco a che fare, se non per fattori strettamente atletici, e quindi il tutto si complica.

Altra cosa i ruoli sono cambiati,, 30 anni fa se era sopra i 2,05 (Ricordo che Russell èera 2,06 se non erro) a scuola ti mettevano con un piede dentro l'area e uno fuori e dovevi vivere li, quindi fisicamente ti rinforzavi per reggere le botte sia nella parte superiore del corpo sia nelle gambe, oggi si vedono 2,15 filiformi assolutamente allergici ad ogni tipo di contatto che puntano tutto sulla vericalità e il tiro da fuori senza avere la più pallida idea su come usare il piede perno. E' chiaro che se uno come Jonathan Bender a 15 anni comincia a indirizzarlo a sfruttare il suo tiro da tre come arma primaria, invece che sfruttare i suoi cm in area, un centro classico non te lo diventa mai, e qui il discorso va esteso alla stragrande maggioranza dei lunghi che hanno fatto sfracelli ai licei negli ultimi 10-15 anni, al punto che un Oden a livello di gioco non è più una cosa normale ma un'autentica anomalia.

Discorso simile anche per i play oggi i play "fosforici" alla Stockton alla Mark Price (senza andare a scomodare l'icona "Cousy"), non ci sono, vanno di moda gente tosta fisicamente, oggi in un play è molto più importante avere un primo passo bruciante che doti illuminate di passaggio soprattutto in situazioni statiche.

Chiaramente se coniugate le cose oggi avere un asse play centro (per come intendevamo i ruoli in passato) di valore è impossibile, e quindi torna in ballo il discorso di Sergio ossia il potersi creare più Miss Match possibile, per poi creare gioco in quelle situazioni di vantaggio.

In linea teorica secondo me il discorso è possibile, Allen Pierce e Garnett hanno medie assist siderali in carriera per i ruoli che ricoprono, se ben amalgamati credo che PP e KG sono a rischio tripla doppia tutte le sere. Chiaramante questa teoria ha i suoi lati deboli, e il dubbio che in certi momenti serva più lucidità in cabina di regia è legittimo, però kle stesse parole di Pierce fanno capire chiaramente che prendere uno tanto per fare non serve a nulla, ma casomai servirà un intervento specifico, però quello lo puoi vedere solo strada facendo.

Intanto Jasikevicius è Free Agent, ma credo sia destinato all'Europa.
commento inserito alle 09:56 del 21 settembre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Su Jasi, credo che il tentativo Ainge lo abbia fatto, ma non sia troppo convinto, anche se potrei sbagliarmi.

Partiamo così, e, per tornare alle osservazioni di Leo, nella chat Pierce dichiara che potrà dedicarsi ad altri aspetti del gioco che non siano segnare, come i rimbalzi e gli assist.
Mi convinco sempre più che la funzione di Rondo e Perk sia primariamente difensiva, mentre in attacco la palla sarà, giustamente, nelle mani sapienti del "trio".
Se è vero questo, potrebbe non essere un gioco impostato in velocità, a parte qualche contropiede primario, ma effettivamente con ricerca di giochi a due sul lato forte e ribaltamenti sul lato debole, ricordandoci che potremmo avere anche quintetti nei quali sul lato debole ci saranno House, Posey e Scal, cioè tre tiratori potenzialmente ottimi sugli scarichi.
commento inserito alle 10:19 del 21 settembre 2007

Massi76 ha scritto:

  Se quest'anno SKY non fanno vedere le partite dei celtics, almeno una decina di partite nella regular season e altre nei play off.
1)non rinnovero' l'abbonamento a SKY
2)NON capipiscono una mazza
3)vuol dire che il berrusconi tiene per i Lakers smilies/tongue.gif
volevo tornare sul discorso play: a' me piace tantissimo Calderon come play,ma ma soprattutto il suo modo di giocare. domanda,
non potrebbe andare bene un giocatore similare a Calderon per noi ?
commento inserito alle 00:24 del 22 settembre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Massie, le partite che faranno su Sky e su SI dipendono da quelle che l'NBA propone che "sceglibili" e tieni conto che, se non sbaglio, saranno partite giocate la notte del martedì, del giovedì e del venerdì, così se, per assurdo, i C's non giocassero mai in quei giorni, come farebbe Sky a proporceli?
Poi la scelta risponde anche a un criterio di possibile interesse tra le partite di quella sera: se ci fosse un Boston/Atlanta (esempio di partita magari con poco appeal) in concorrenza con un Cleveland/S.A. (remake della ultima finale) è probabile pensare che venga scelta la seconda.
In ogni caso, concordo che mi piacerebbe pensare a un sicuro maggiore interesse a proporre i nostri.

Sul discorso play concordo con te: che nomi hai in mente?
commento inserito alle 14:38 del 23 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Capitolo play, Hudson va a Golden State al minimo salariale sembra addirittura non garantito, questo un mese fa chiedeva l'intera MLE.

Jasi al 99% ad Atene. Però l'NBA nella prossima settimana potrebbe essere scosa da uno scambio importante ossia Kirilenko ai Suns in cambio di Marion e spiccioli. Occhio che questa sarebbe una trade che cambia molto, io credo che le recenti forzature di Kirilenko mirino a smuovere le acque per una sua cessione ai Suns che alla fine per i motivi sottoindicati sarebbe la soluzione ideale per tutti :

I Suns trovano quel difensore di post che non hanno, con un quintetto con Nash Bell Diaw Kiri e Amare possono veramente iniziare a far paura anche a livello difensivo, anche se in panchina c'è poco o nulla, però li vedrei benissimo. Anche perchè in Kiri sano può veramente dar fastidio sia a Duncan che a Nowitzki.

Utah si prende Marion per un anno, se funziona bene, altrimenti scade e si ritrovano una marea di soldi sotto il cap. Rotazione sotto un po corta a quel punto si spera che Milsapp si riveli tosto come sembra.

Altri spunti ormai Ainge una telefonata non la nega a nessuno nemmeno a Larry Brown, ma qui si può sconfinare nel mondo del fantasy credo.

Riguardo a Sky credo che il verde torna di moda, quasi di sicuro se SportItalia da la partita alla domenica dopo cena, il 4 novembre vedremo Celtics Raptors da loro visto che si gioca a quell'ora, non vedo l'ora di sentire il maestro Peterson sui nuovi Celtics.
commento inserito alle 23:34 del 23 settembre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Se fanno lo scambio Kiri/Marion, significa che a PHX sono davvero in difficoltà, perchè AK47 è un possibile rischio dal punto di vista fisico e puntare la stagione su di lui come completamento del quintetto mi pare pericoloso, d'altra parte, però, se per un'estate intera hanno provato a dare via uno da 20 punti e 10 rebs (anche se con Nash vicino), significa che a PHX hanno deciso che è Marion l'unico scambiabile per migliorare la squadra.

A noi cambia poco, è importante che nessuno dei due sia venuto a Est.
commento inserito alle 09:10 del 24 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Invece secondo me lo scambio Ak47 * Marion per i Suns ha il suo senso (poi con i "se" e i "ma" degli infortuni non ci puoi far molto vedi Miami quest'anno), ormai ai Suns è chiaro che Marion e Diaw convivono male e che si preferisce il francese, poi Marion è chiaramente scontento visto che è stato offerto a mezzo mondo (Boston compresa), e essendo il prossimo anno FA rischiano pure di perderlo per nulla.

Con Ak47 se sta bene i Suns sotto le plance finalmente hanno qualcuno che puoi infastidire quelli che dominano, con Marion sarebbero la solita incompiuta di sempre.
commento inserito alle 12:12 del 24 settembre 2007

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