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#35 - Reggie Lewis PDF Stampa E-mail
Scritto da Sergio Decristofaro   
giovedì 13 settembre 2007
E’ difficile parlare di Reggie lewis senza scadere nel banale e senza cedere al melodramma. Unico giocatore della storia dei Celtics a ricevere l’onore del ritiro della maglia senza aver mai vinto un titolo, Reggie Lewis è sicuramente uno dei giocatori più speciali della storia dei Celtics.

La sua morte prematura ha sicuramente contribuito ad accrescerne il mito, e la sua tragedia si sposa con la storia della franchigia in una metafora beffarda, drammaticamente ironica, incredibilmente triste. Erede diretto della stirpe biancoverde, del lignaggio dei vari Bird, Cousy, Russell, Havlicek e Cowens (semplicemente questi erano stati i capitani dei Celtics prima di lui), la sua morte ha come spezzato l’incantesimo gettando i Celtics in un angolo buio, dal quale, paradossalmente, non sono ancora usciti.

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Nato a Baltimora il 21 novembre 1965, Reggie cominciò la sua carriera alla Durban High School, in una squadra che comprendeva, tra gli altri, Tyrone “Mugsy” Bogues, Reggie Williams e David Wingate (tutti futuri pro). Nella stagione da senior di Lewis, la squadra finì la stagione con uno stratosferico record di 50 vittorie e 0 sconfitte. Tra gli aneddoti degli anni del liceo c’è il fatto che la squadra aveva così tanti talenti che Reggie non era titolare. Partiva dalla panchina. Non si lamentò mai, pur sapendo che il fatto di non essere titolare nella propria squadra rischiava di precludergli l’accesso alle università più prestigiose (e con più visibilità in vista della NBA).

Le paure di Lewis si materializzarono nell’estate del 1983, quando, diplomato alla Durban, non ricevette offerte e borse di studio dalle università più prestigiose, anzi ricevette una sola offerta di borsa di studio, una sola. Mentre i suoi compagni di scuola avevano solo l’imbarazzo della scelta (chi nel 1982 chi nel 1983), Reggie prese armi e bagagli, lasciò Baltimora per andare nell’unica università che aveva mostrato interesse: Northeastern University, in località Boston.

La carriera universitaria di Reggie fu a dir poco folgorante: 17.8 punti di media da freshman, 22.2 punti in 4 anni, miglior realizzatore della storia degli Huskies e nono (all’epoca) nella storia dell’NCAA. Quattro anni magnifici, che nel 1989 gli valsero la nomina di miglior giocatore della storia dell’ateneo, con tanto di maglia (rigorosamente numero 35) alzata sul soffitto della Matthews Arena.

Reggie si presentò al draft dell’87 con una discreta reputazione e qualche dubbio (probabilmente legato al fatto che veniva da un College non di primissimo piano, cosa che allora era ancora più importante di adesso). E lì entrò in gioco (come sempre quando si parla di Celtics) Red Auerbach. E’ difficile spiegare la mistica legata a quell’uomo, sarà stato un fiuto sopraffino, sarà stato c..o, sarà stato il fumo del sigaro che annebbiava vista e intelletto degli altri GM, fatto sta che Red aspettò tranquillo fino alla #22, per poi chiamare in tutta tranquillità Reggie Lewis. Senza parole, come sempre del resto…

Tanto per dare un’idea, Reggie Lewis fu scelto l’anno dopo la tragedia di Len Bias, subito dopo il titolo del ‘86 e la storica finale persa nell’87, un anno prima dell’infortunio di Bird (quella maledetta schiena che l’avrebbe costretto al ritiro 4 anni dopo, condizionandone di fatto il finale di carriera). Quando si dice il destino…

Dopo due anni di carriera (il primo di apprendistato come da copione nei Celtics di quegli anni) si capì che il grande vecchio ci aveva preso di nuovo, e che Reggie avrebbe potuto prendere il posto di Bird col passare degli anni. Nel 91-92 Lewis (ultimo anno di Larry) Reggie era leader in pectore dei Celtics. fu chiamato all’all-star game, giocò 82 partite con 20.8 punti di media, e fu protagonista di una splendida serie PO contro i Bulls di sua maestà Jordan. I tempi erano maturi: Larry “The Legend” Bird lasciò il basket giocato e Reggie Lewis divenne il sesto capitano dela storia della franchigia. Il destino a volte è infame, ma non si può dire che manchi di senso del drammatico.

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L’anno successivo Reggie prese per mano la squadra, capitano, leader eletto dallo stesso Bird, miglior giocatore. Portò i Celtics ai PO. Nella prima partita di Po senza Bird, nella prima partita di PO da capitano, nella prima partita di PO della nuova era dei Celtics… dopo 13 minuti Reggie si accasciò a terra, vittima di un attacco cardiaco. Non morì subito. Morì due mesi più tardi, sempre su un campo da Basket, a Waltham, mentre giocava una partita di allenamento. I fiumi di polemiche che seguirono (“si poteva evitare…” ecc.) sono solo l’emblema dei vivi che cercano di spiegare, di razionalizzare l’iirrazionale, e le lasciamo lì...

Il fatto è che Reggie Lewis è morto, giocando a Basket, a causa di un cuore che faceva le bizze, il 27 luglio 1993, lasciando moglie e due filgi, lasciando un vuoto emotivo che i Celtics non hanno mai colmato, lasciando speranze incompiute e tanta tristezza. E permettemi di dire: Destino infame…

Commenti (10)add comment

lelejuve ha scritto:

  Certo che il destino con noi è stato bastardo.
Probabilmente non avremmo vinto l'anello con Lewis e nemmeno con Len Bias, ma qualcosa in più avremmo ottenuto.
Ovviamente il dispiacere è maggiore da un punto di vista umano che sportivo.
commento inserito alle 07:59 del 14 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Oddio con Bias a supportare Bird / McHale / Parish dall'86 in poi secondo me un altro anello ci scappava e se poi Bias diventava anche qualcosa meno di quello che si diceva anche con Lewis nel dopo Bird ci si poteva divertire. Invece purtroppo...
commento inserito alle 08:33 del 14 settembre 2007

Al73 ha scritto:

  Per come la vedo io con Bias e Lewis accanto a Bird, Mchale e Parish, avremmo fatto il pieno di titoli per gli anni 80 e probabilmente la dinastia sarebbe proseguita nei 90. Jordan e Pippen vs Bias e Lewis sarebbe stata la rivalita' dei 90. Ma il destino ha voluto diversamente...
commento inserito alle 09:07 del 14 settembre 2007

DNGMRZ ha scritto:

  bias era un fuoriclasse assoluto.
confrotntate i suoi numeri NCAA con quelli di MJ... http://www.thedraftreview.com/...4&Itemid=5

e guardate questo video: http://it.youtube.com/watch?v=vYUZn_wcBYM
http://it.youtube.com/watch?v=SvyHXqJIxTw (in questo video guardate al minuto 4.18 cosa combina dopo aver segnato da 3...)
avremmo qualche anello in e 1 maglietta in meno a disposizione...
commento inserito alle 09:37 del 14 settembre 2007

Stefano Papa ha scritto:

  Grandissimo e sfortunatissimo Super Capitano: REGGIE LEWIS..!!

Leggerezza per un possibile super giocatore da parte di Len Bias!!
commento inserito alle 10:43 del 14 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Oggi abbiamo deciso di farci del male con Bias e Lewis.

Parere mio con questi due vivi a fare da assicurazione alla vecchiaia degli "original Big3" penso che i Bad Boys di detroit di fine anni 80 sarebbero passati alla storia come una grande incompiuta e che perlomeno il primo tree peath il signor Jordan se lo sarebbe dovuto sudare molto di più.
commento inserito alle 10:58 del 14 settembre 2007

TheRock ha scritto:

  A volte è vero che sla sfortuna ci vede benissimo. La morte di Reggie e Len ha tolto alla squadra la possibilità di rimanere competitiva nel corso degli anni. Onore cmq ad un grande capitano e ad un grande atleta.

Da
commento inserito alle 11:15 del 14 settembre 2007

lelejuve ha scritto:

  Scusate ma mi sono espresso male.
Alludevo che probabilmente non avremmo vinto l'anello nel periodo dopo l'era Bird.
commento inserito alle 12:36 del 14 settembre 2007

ociredef ha scritto:

  Secondo me se Len Bias aveva veramente problemi con la droga la sua carriera in NBA sarebbe stata a rischio.... o mi sbaglio?

Federico
commento inserito alle 21:04 del 18 settembre 2007

Christian Spazian ha scritto:

  Sai Federico, si diceva che Bias non fosse un consumatore abituale, ma piuttosto occasionale, cosa che gli avrebbe fatto perdere il vizio in modo abbastanza veloce, se solo lo avesse voluto, ovviamente.
commento inserito alle 09:09 del 20 settembre 2007

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