Home arrow Archivio arrow Tag Board arrow Terzo Summer Report 2007
Terzo Summer Report 2007 PDF Stampa E-mail
Scritto da Christian Spazian   
mercoledì 05 settembre 2007

Tutto quello che c'è da sapere sull'estate dei Boston Celtics.

Le ultime novità

Nel corso dell’ultimo mese il general manager Danny Ainge ha provato a portare a Boston Reggie Miller, ormai 42enne, che ha trascorso tutta la carriera negli Indiana Pacers. Dopo un’attenta valutazione, fatta sia di allenamenti duri che di valutazioni tecniche, il giocatore ha declinato più per motivi mentali (ovvero scarsi motivazioni di tornare a giocare e lottare sul parquet) che per motivi fisici. “Ho parlato con Reggie” ha detto Ainge “pensa che il suo corpo possa farcela, ma non era sicuro che la sua mente fosse pronta”. Due allenamenti positivi al giorno e la possibilità di lottare realmente per il titolo non sono quindi sufficienti per riportarlo in campo. Un vero peccato.

2007_31c_posey.jpgNonostante questo rifiuto, Ainge ha comunque assestato un altro colpo portando a Boston James Posey, un giocatore che riesce a giocare in tre ruoli diversi e che copre degnamente le spalle a Pierce ed Allen, il giocatore giusto nel ruolo più scoperto per quanto riguarda la panchina. Un colpo che definire fantastico è un po' riduttivo, visto la forza, l’esperienza e le capacità di Posey a giocare bene anche quando la palla scotta.

Dopo aver vinto un titolo a Miami, Posey gioca le sue carte a Beantown e si accontenta di uno stipendio tutto sommato modesto in relazione al suo valore, ma ha in mano l’opzione del secondo anno del contratto, quindi si riserva il diritto di cambiare squadra. L’inizio però non è promettente, perché la sua guida spericolata gli ha già provocato una sospensione da una partita pochi giorni dopo la firma, poi commutata in multa ed obbligo di prestarsi a dei servizi sociali. Speriamo che sia solo un episodio isolato, altrimenti sarà una lunga stagione per lui nel New England.

Niente da fare invece per Troy Hudson, in pole position per un suo approdo a Boston per vari motivi: mancanza di un back-up di esperienza sottoforma di un play vero, amico di Garnett, in sintonia con Doc Rivers (erano insieme ad Orlando anni fa) e limitato esborso salariale (si sarebbe accontentato del minimo, visto che i soldi li ha già fatti col buy-out ricevuto da Minnesota).

Invece Ainge ha detto di no: per il G.M. il ruolo è già ampiamente coperto da Rondo e da giocatori che, all’occorrenza, possono ricoprire il ruolo numero 1: Ray Allen, Tony Allen e Gabe Pruitt. “Credo molto nelle loro capacità” ha sentenziato Ainge. Ray Allen gli ha assicurato che può giocare da play, Tony Allen gli ha fatto bella impressione due anni fa quando lo ha visto giocare qualche gara in quel ruolo. Nessun problema quindi se a Rondo gli viene un raffreddore qualsiasi e deve saltare qualche gara, ma sarà vero?

2007_31d_posey.jpgNon siamo mai stati timorosi di esaltare le mosse di Ainge, spesso lo abbiamo lodato a dispetto del pensiero prevalente, ma in questo caso non concordiamo con la sua decisione, un play con esperienza sarebbe stato utile alla causa, ed inoltre siamo un po' restii ad avere le stesse certezze di Ainge sui tre nomi che dovrebbero dare una mano a Rondo in cabina di regia perché siamo convinti che un giocatore debba fare le cose che sa fare bene: Ray tira divinamente? Allora facciamolo tirare! Tony esegue dei contropiedi fantastici e difende bene sulle guardie? Bene, facciamoglielo fare! Pruitt è un rookie, e neanche tra i più quotati dell’ultimo draft, quindi non è da tenere in considerazione se non per “far numero”. Quanto detto però potrebbe cadere se ci fosse qualche motivazione valida che noi però attualmente non sappiamo.

The Big Three

Ci scusino i puristi dei Big Three originali (Bird, McHale, Parish), ma sinceramente non sappiamo come chiamarli se non i Tre Grandi; quando gli verrà affibiato un altro appellativo (e non dubitate che questo succederà presto) allora useremo quello, nel frattempo scusateci.

Paul Pierce è stato visto ingrassato nelle sue ultime uscite? Niente paura, sentite qui: “L’ultimo paio d’anni ho giocato tra i 109 ed i 111 chili ma penso che tornerò al peso avevo al college a 104 chili. Ora sono a 108 chili. Giocare a 109-111 chili non è così male, ma voglio essere più leggero e veloce”. Giusta decisione, visto che ora sotto canestro c’è una presenza che dà a Pierce meno incombenze dalle parti dell’area.

Paul è anche intenzionato a difendere su tre ruoli, guardia e le due ali. La difesa sui piccoli è il suo tallone d’Achille, infatti finora Pierce ha dato il meglio di sé come ala piccola a causa delle sue difficoltà a difendere sulle guardie, troppo veloci per lui. Ora che ha intenzione di dimagrire molto potrà dire la sua anche con i piccoli avversari.

Un’altra variazione alla sua solita estate è quella di tornare a Boston prima del solito. Generalmente lo faceva al Labor Day, lo scorso lunedì, invece ora ha deciso di farlo prima e spera che anche le altre due stelle lo facciano “così inizieremo a conoscerci su un campo da basket”.

I nuovi arrivi

L’arrivo più intrigante tra quelli “minori” è quello di Scot Pollard, giocatore anticonformista se ce n’è uno. Le sue stravaganze sono rinomate, ma ai Celtics serve soprattutto sostanza, e su questo Ainge ha ben chiari gli aspetti postivi del giocatore: “è uno dei migliori rimbalzisti offensivi dell’NBA ed è ottimo nel difendere chi gioca in post”. Se nel secondo caso la cosa potrebbe essere opinabile a seconda dei differenti giudizi, nel primo caso c’è una statistica che viene in aiuto ad Ainge: negli ultimi 10 anni di carriera Pollard ha preso il 40% dei suoi rimbalzi in attacco. Se poi ci aggiungiamo che Ainge ha candidamente confessato che “mi è sempre piaciuto Scot Pollard, fin da quando giocava con Sacramento, ne ero un gran tifoso, ho apprezzato tutte le piccole cose che fa per aiutare la sua squadra a vincere”.

Scot Pollard si è sempre lamentato che nelle squadre dove ha militato i suoi allenatori volevano un gioco molto controllato, tra cui Rick Carlisle era un amante delle X e delle O, mentre Mike Brown teneva le briglie a tutti. Pollard invece ama un altro tipo di gioco, e possiamo riassumerlo così: “lascia che il gioco scorra”. Scot ritiene che Doc incarni bene questo suo approccio alle partite.

Eddie House si è lamentato per la scarsa memoria degli osservatori NBA facendo notare come abbia giocato playmaker a Phoenix, a Sacramento a Los Angeles sponda Clippers ed a Miami. Solo a New Jersey non ha giocato in quel ruolo. “La gente pensa sempre che tutto quello che posso fare è tirare, questa è una buona motivazione per me per mostrare ancora che posso giocare da play, in ogni caso farò quello che Doc vorrà”. Un altro giocatore da aggiungere alla lista di quelli che possono aiutare Rondo in cabina di regia.

I giovani rimasti

Dire che Rajon Rondo è stato sconvolto dai cambiamenti è dire poco. Se ne stava tranquillamente ad allenarsi al tiro nella sua casa nel Kentucky quando ha saputo dello scambio che ha portato i Celtics alla ribalta mondiale, e da allora la sua esistenza ne è stata sconvolta. Ormai con i compagni di squadra andati via si era creata un’amicizia che andava oltre il campo di gioco, soprattutto con Jefferson, e molti abitavano anche con lui nello stesso stabile a Waltham, vicino a Boston. “È stata un po' dura vederli andar via”.

Ora però è rimasto senza molti amici, ma ha grandi responsabilità. Il suo tiro da novembre non sarà così importante come sarebbe stato senza questi cambiamenti, il suo più importante compito invece sarà quello di consegnare assist per i tre talentuosi compagni di squadra, ma Rondo non se ne preoccupa: “non credo che questo sia un problema, mi piace passare”.

Eppure, nonostante tutto, il suo tiro potrebbe essere importante soprattutto quando una o più delle tre bocche da fuoco abbiano le polveri bagnate, ed una percentuale inferiore al 42% dal campo e poco sopra al 20% da tre punti non è accettabile. Ecco che quindi trascorre la sua estate pensando solo a due cose: fiducia nei suoi mezzi e ripetizioni, ovvero almeno 250-280 tiri segnati al giorno.

Per studiare i nuovi compagni di squadra recentemente Rondo è tornato a Boston per guardare dei loro filmati e capire dove e quando preferiscono ricevere la palla.

Viene considerato l’anello debole del quintetto dei Celtics, ma Kendrick Perkins non ci sta e vuole arrivare al training camp con la sua migliore forma fisica della carriera. Ogni giorno un allenatore lo tormenta con esercizi fisici, ma per il giocatore va bene così “questo è quello che voglio”. La sua volontà lo ha anche portato a dimagrire di ben 9 chili, e gliene mancano ancora 4 per arrivare al suo peso forma di 120 chili. So che se non ne approfitto di questo vantaggio (di avere spazio con i Big Three) la gente dirà – hanno bisogno di un altro centro -, voglio evitare che dicano questo”. Perkins e Jefferson erano molto amici, ora che non c’è più BigAl, per Kendrick potranno esserci dei problemi? “Dopo che abbiamo preso The Ticket, non ho pensato un minuto a cosa è successo, ho pensato solo al basket”. Nessun problema quindi, speriamo di vederlo al suo meglio da novembre.

2007_31e_jen.jpgIl lato gentile dei Celtics

Se i Celtics quest’anno saranno duri e cattivi (e si spera vincenti) non possiamo tralasciare il lato più gentile dei Celtics, ovviamente rappresentato dalle Dancers, di cui possiamo notare una degna rappresentante qui a lato.

Le ragazze hanno già definito il “roster” e per loro è già iniziata la pre-season. Un tour con sette delle loro rappresentanti è in questi giorni a Londra per promuovere il viaggio che faranno i giocatori nella capitale inglese. Rimaniamo quindi in attesa che i Celtics sbarchino in Italia per la loro partita amichevole il 6 ottobre a Roma, così potremo ammirare non solo i nostri beniamini, ma anche le nostre beniamine al meglio della loro forma.

Curiosità

È noto che Ainge tiene in molta considerazione il lavoro di Jon Niednagel, il dottore che ha elaborato un metodo per capire il tipo di cervello delle persone, ed Ainge lo applica al basket per verificare se un giocatore ha le “stimmate del campione”. Niednagel ha classificato Garnett come ENFP (estroverso, intuitivo, sensibile, percettivo). In sostanza per il dottore Garnett è energico, entusiasta, amante dell’improvvisazione, vede le possibilità e spontaneo. In questo tipo di cervello ci sono anche Yao Ming, David Robinson, Marcus Camby, Jerry Stackhouse e Chris Webber. Pierce invece viene classificato come ISFP (introverso, giudizioso, sensibile, percettivo), ovvero artistico, atletico, impulsivo ed amante della libertà. Come lui c’è un certo Tim Duncan, che ha vinto un titolo assieme a Robinson, con un cervello pari a quello di Garnett. Coincidenza o premonizione per un prossimo titolo a Boston?

Pochi sanno che ci sono solo 5 giocatori nella storia dell’NBA che hanno conseguito almeno 19mila punti, 10mila rimbalzi e 4mila assist, i loro nomi sono Wilt Chamberlain, Kareem Abdul-Jabbar, Karl Malone, Charles Barkley ed il quarto è proprio Kevin Garnett.

La maglia numero 5 dei Celtics dello stesso Kevin è attualmente la più venduta nel sito dell’NBA. Sinceramente se non fosse stato così ne saremmo stati molto delusi. I biglietti della prossima stagione nel frattempo stanno andando a ruba, sponsor in precedenza poco interessati ai Celtics fanno capolino negli uffici della franchigia ed il prezzo dei biglietti ha avuto uno scontato ritocco verso l’alto. “Prevediamo di vendere la maggior parte, se non tutti, i biglietti della prossima stagione” ha detto il responsabile Rich Gotham.

Il prossimo report sarà on-line all’inizio di ottobre, subito dopo inizieranno su ICP gli articoli preparatori per la prossima stagione.
Commenti (24)add comment

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Sul capitolo play credo che si possano fare pure aggiustamenti prima di fine febbraio, anche se si spera di no. Molto dipende da come si vorrà utilizzare il play perchè credo sia scontato che buona parte del gioco sarà prodotto dalle mani dorate dei Big3, quindi a quel punto potrebbe pure bastare uno specialista come Allen o come Pruitt, basta che non faccia disastri in ball handing e che non si faccia prendere da personalismi.

Vediamo anche questo Pruitt che magari non è lo stereotipo di play che tutti ci immaginiamo ma sembra avere doti balisti ottime (ottimo stile di tiro piedi per terra e in uscita dai blocchi), e a USC era pure un difensore molto apprezzato.

Mi ha stupito un po il fatto che Ainge ha già dichiarato che Eddie House non verrà impiegato da play ma solo da guastatore, perchè uno come House giocando da guardia difensivamente rischia di essere una discreta palla al piede.
commento inserito alle 10:51 del 05 settembre 2007

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Non concordo con chi reputi mancare un play a questa squadra.Credo che soluzioni di supporto a Rondo proposte siano tutte valide ed in linea con il roster della squadra che prevede che la palla sia piu' o meno sempre in mano o a Pierce o a Garnett. Sono invece convinto che sotto siamo piuttosto scoperti, con Perkins che io adoro ma che e' sostanzialmente l'unico centro di ruolo in roster.Pollard mi piace ma non e' noto per essere un giocatore di grande affidamento fisico e non soggetto ad infortuni. Poi, storicamente, Garnett non ha mai voluto giocare centro e considerare Big Baby o Powe il terzo centro di rotazione mi sembra terribilmente ottimistico.mi sembra l'unica pecca di una squadra che, per il resto, non si potrebbe desiderare migliore.
commento inserito alle 13:07 del 05 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Sul discorso play secondo me si potrebbe leggere il tutto anche sotto un altra ottica, ossia tanto per iniziare grande fiducia in Rondo, visto che McHale lo voleva a tutti i costi e che le trattative per tenerlo fuori dallo scambio da parte di Ainge hanno prolungato le trattative per KG di un paio di settimane, con tutti i rischi che si sa comportino cose del genere.

Altro fattore da non sottovalutare potrebbe essere il fatto che forse nessuno di quelli liberi sul mercato interessassero sul serio Ainge, Hudson ad esempio è molto distante dal concetto classico di play, e soprattutto si infortuna ad ogni ventata.

Potrebbe essere quindi che magari sta sta vigili sul mercato (Cassell per esempio potrebbe lasciare i Clippers a breve), e pr ora si provano le soluzioni che si hanno in mano.
commento inserito alle 13:29 del 05 settembre 2007

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Beh che si stia magari anche aspettando i tagli delle altre squadre mi sembra anche ci possa stare (ho visto che il roster di Houston, ad esempio, al momento e' composto teoricamente di 21 giocatori, tra cui molti centri e play). Ainge ha detto che si va al training camp con i 15 attuali.Forse e' in attesa di tagli interessanti e buyout che sicuramente arriveranno, come sono sempre arrivati, da qui a febbraio. A tal proposito Cassell mi sembra piu' che una possibilita'.
commento inserito alle 13:41 del 05 settembre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Eviterei di pretendere una squadra già perfetta nei nomi a settembre: concordo con Leo sull'opportunità di aspettare un paio di mesi per verificare il rendimento di Rondo come titolare e degli altri come sostituti.
Abbiamo più volte e tutti scritto che un cambio esperto sarebbe come il "cacio sui maccheroni" ed è così ovvio che se Ainge non lo ha firmato un motivo ci sarà, a questo punto non possono essere i soldi, piuttosto trovare il giocatore giusto.
Per Reggie Miller, peccato, però adesso possiamo scrivere che Posey sarà più utile e senza i condizionamenti che un 42enne (anche se unico nel suo genere) avrebbe portato.
Posey è uno di quei giocatori come Shane Battier, necessari perchè hanno davvere quel quid (vero Movy?) per provare a vincere.
commento inserito alle 14:10 del 05 settembre 2007

tranello ha scritto:

  la squadra è apposto cosi, ma se dovesse arrivare anche sam cassel sarebbe finita per tutti!!!ormai sognare non costa nulla!!!grande danny......dimenticavo...ma tutti quelli che criticavano danny ainge prima dei botti di mercato?sono spariti tutti?oppure parlavano prima a sproposito?io l'avevo sempre detto,dovevamo avere pazienza e fiducia.... smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 14:14 del 05 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Secondo me in parte le parole di Ainge potrebbero avere pure fondamento, nel senso che se si vuole un play senza tante responsabilità organizzative (controsenso se ce ne è uno ma tant'è) allora anche l'ipotesi TA è da valutare (attenzione non è detto che poi riesca), anche perchè comunque immagino che un TA sano sgomiti non poco e di spazio per lui con Posey che svaria da tutte le parti potrebbe essercene poco.

Poi c'è Pruitt anche lui distante dallo stereotipo di play che piace a tutti ma che alla fine in sede di predraft era ben quotato e lo stesso Ainge scegliendolo alla 32 lo ha preferito ad altri giocatori validi o presunti tali. Quindi nel fresco novembre magari qualche scampolo di gara verrà dato pure a lui per capire se vale la pena di investirci qualcosa oppure no.
commento inserito alle 15:35 del 05 settembre 2007

Christian Spazian ha scritto:

 
Poi c'è Pruitt anche lui distante dallo stereotipo di play che piace a tutti ma che alla fine in sede di predraft era ben quotato e lo stesso Ainge scegliendolo alla 32 lo ha preferito ad altri giocatori validi o presunti tali. Quindi nel fresco novembre magari qualche scampolo di gara verrà dato pure a lui per capire se vale la pena di investirci qualcosa oppure no


Non sono d'accordo. Questi discorsi li potevamo fare fino all'anno scorso, ora non c'è tempo per le prove, servono solo giocatori affidabili per puntare al colpo grosso.

Se poi arrivasse Cassell tanto di cappello, se non arriva nessuno invece sarebbe stato un vero peccato il mancato arrivo di Hudson.
commento inserito alle 15:54 del 05 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

 
Se poi arrivasse Cassell tanto di cappello, se non arriva nessuno invece sarebbe stato un vero peccato il mancato arrivo di Hudson.


Non so a me Hudson non mi convinceva molto, per carità se arrivava bene, ma se come si legge vuole quasi l'intera MLE dei Cavs credo che l'affare più che i Celtics lo avrebbe fatto lui.
commento inserito alle 15:59 del 05 settembre 2007

Massimo Tasselli ha scritto:

  Personalmente credo che la dirigenza si aspetti tanto da Rondo, ma penso anche che giudicare in questo momento le dichiarazioni di Ainge rispetto alla posizione di play sia un po' difficile. Se si parte dal principio che House orbiti in altre vesti e che l'incombenza possa dover toccare agli Allen, sarà davvero intrigante vedere come risponderà Rondo e quale tipo di organizzazione offensiva Rivers vorrà stabilire. D'altra parte, dal punto di vista del roster, Ainge ha già fatto parecchio il mago quest'estate, magari ha in animo qualcosa di sfizioso (difficile, ma perchè no?)e per ora depista...
commento inserito alle 16:31 del 05 settembre 2007

Enrico ha scritto:

  Hudson io sapevo che sarebbe venuto al minimo salariale e solo così l'avrei voluto.
Anche io penso che dovremmo aspettare e vedere gli sviluppi di questa squadra anche se Danny ci ha abituato troppo bene da Luglio in poi.
commento inserito alle 17:10 del 05 settembre 2007

Alessio ha scritto:

  Mah, a me sembra che, per adesso, abbiamo un piccolo problema al play ed un grosso problema al centro... ...quindi io fossi in Ainge mi darei come priorità quella di cercare qualche omone di 2,10 piuttosto che un piccoletto... ...poi è chiaro che tutti i miglioramenti sono i benvenuti (ma evitiamo di prendere giocatori mezzi bolliti di terza fascia solo perché "sono play": a quel punto preferisco dare fiducia a quelli che ho già)... ...comunque abbiamo la possibilità di poter aspettare con tranquillità le mosse delle altre squadre, in attesa di qualche buona occasione che potrebbe venire al momento dei tagli...
commento inserito alle 17:37 del 05 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Comunque mercato a parte sembra che a giorni oltre metà del roster sarà già al lavoro, c saranno tutti i Big3 e altri, chiaro segnale di voglia. Garnett è datto sotto duri allenamenti da giorni, Pierce anticiperà il ritorno a Boston di qualche giorno rispetto alle abitudini degli anni scorsi, quindi seppur blindati i nostri si anticipano di tre settimane buone al lavora, questo alla fine conta molto di più del play che manca o del lungo che manca perchè se i Big3 sono a questi livelli motivazionali non potranno che trascinare il gruppo.
commento inserito alle 18:10 del 05 settembre 2007

lelejuve ha scritto:

  Pure io sono dell'idea di non prendere qualcuno giusto per allargare il roster.
Che senso avrebbe prendere PL Brown che bene che vada si ritira fra un anno?
Sicuramente ci servirebbe un play e un pivot, ma ora avere fretta non serve.
Personalmente mi stuzziza il quintetto con Posey 4 e Garnett 5. (non sono poi tanto d'accordo che soffriremmo troppo sotto canestro...quanti lunghi ci sono nell'NBA dominanti? v4-5...forse)
commento inserito alle 20:31 del 05 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Alcune novità per quanto riguarda il mercato dei playmaker, Gary Payton sembra destinato a Golden State per il suo ultimo anno di carriera (con lui e il Barone auguri a Nelson ... che infatti vuole rimanere alle Hawai smilies/grin.gif ), questa mossa di fatto porterebbe al taglio di Sarunas Jasikevicius che ormai è certo non interessa minimamente ad Ainge e che è pronto ad un ritorno faraonico in Europa a cifre veramente fuori dal mondo, si parla di oltre 5Meuro annui offerti dall'Olimpiakos Pireo, anche se il giocatore vorrebbe andare a Barcellona.

Capitolo Troy Hudson altro giocatore che Ainge ha già fatto sapere di non volere, sembrava destinato a Cleveland, ma è venuto fuori che Hudson a metà agosto ha sostenuto un provino con San Antonio nel quale sarebbero emersi non chiari problemi fisici che hanno fatto tirare indietro gli Spurs, quindi Cavs alla finestra di sicuro le cifre che reclamava un mese fa se le scorda con dubbi sulla sua tenuta fisica.

Gli Utah Jazz non hanno rinnovato Dee Brown playmaker che non era dispiaciuto nei playoff quando aveva sostituito Fisher come cambio di Deron Williams. Brown cerca un posto a roster e tra le squadre che potrebbero concedergli una possibilità al training camp potrebbero esserci pure i Celtics.

Sam Cassell starebbe trattando il byeout con i Clippers per potersi giocare l'anello nella sua ultima stagione NBA. Anche qui molte squadre di rango alla finestra come Dallas, Miami Cleveland e Boston, ma la trattativa con i Clippers non è semplice perchè i Clippers avendo Livingston out per la stagione di fatto si ritroverebbero senza playmaker e quindi preferirebbero cedere Cassell anzichè tagliarlo.
commento inserito alle 10:40 del 11 settembre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  I Clips avrebbero firmato Brevin Knight, quindi un play lo hanno, però vorreste fare un anno intero con un Cassell scontento nello spogliatoio?

Io credo che Ainge abbia tutto il tempo per trovare un cambio affidabile per Rondo, Cassell e Payton a me non dispiacevano per la dote di esperienza e la personalità in loro possesso, però se non vengono, pace.

Se Jasi preferisce i milioni europei alla controprova delle sue possibilità in NBA significa che a 31 anni ha capito bene i suoi limiti e il suo ruolo e preferisce arricchirsi in eurolega piuttosto che mettersi in discussione per la terza volta in NBA.

Intanto Greg Oden subisce una piccola artroscopia al ginocchio: non è un segnale incoraggiante per un ventenne e sono combattuto tra il dispiacere per una carriera che potrebbe essere meno sfolgorante del previsto per guai fisici e il "piacere" di un possibile rivale in meno.
Certo è che non averlo scelto ha cambiato totalmente la storia della franchigia: oggi puntiamo subito davvero in alto, con lui avremmo avuto prospettive ottime, ma prospettive, appunto, sulle quali lavorare nel tempo.
Il tempo, appunto, ci dirà chi ha fatto l'affare.
commento inserito alle 11:06 del 11 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Sul discorso play Charlie Bell è richiesto in Europa a cifre simili a quelle di Jasikevicius in Grecia.

Comunque io dello Jasikevicius visto contro l'Italia non saprei di che farmene sinceramente. Non so se Ainge si muoverà in merito, ma io credo che oltre alla smisurata fiducia in Rondo si punti molto sul voler creare gioco dalle mani di Pierce e Garnett lasciando al play compiti di ordinaria amministrazione.

Tra quelli visti agli Europei io una chance in NBA la darei volentieri a Lakovic, non tanto per il canestro segnato all'Italia quanto per il fato che da anni è al top in Europa pur essendo ancora giovane.

Comunque è ovvio che Ainge un occhio ai tagliati ce lo mette di sicuro.
commento inserito alle 12:16 del 11 settembre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  I tagliati costano molto meno degli europei, non devono adattarsi all'NBA e hanno doti e difetti conosciuti bene, quindi non pongono problemi su quanto possono dare.
Nell'ottica di una squadra che vuole vincere subito e non in prospettiva futura, perchè rischiare con un Lakovic che potrebbe essere buono, ma anche un mezzo flop tipo Jasi (del quale ha fisico anche inferiore)?
commento inserito alle 13:31 del 11 settembre 2007

Massimo Tasselli ha scritto:

  Concordo con Leonardo, non so quale sia l'attuale intendimento del management (però vedo una certa convergenza di ..."intenti" tra i possibili tagliati/aspiranti al titolo e la lacuna di backup play nel roster...vedremo), ma tutto sommato non sarebbe nemmeno un'ipocrisia pensare ad un cambio di Rondo (Allen o House) che faccia quel che serve a metter palla in mano a KG e PP e poi lasci fare il play a loro.
commento inserito alle 14:58 del 11 settembre 2007

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Sempre in merito al capitolo play sembra che a Houston scatti il taglio per Rafer Alston dopo un paio di recenti arresti.

Giocatore problematico se ce ne è uno, ma per noi se si riuscisse a redimerlo sarebbe veramente OK. Un bel rischio insomma.
commento inserito alle 09:02 del 12 settembre 2007

Michele Pulcini ha scritto:

  Beh, non è che i giocatori forti e tranquilli vengano lasciati liberi facilmente e gratis: Alston (peraltro produttivo nei suoi anni a Houston) arrestato, Cassell scontento ecc.
Quelli liberi sono giocatori di secondo piano e un Charlie Bell (buono ma nulla di eccezionale) che un play proprio non è (lo ricordo in Italia come una forte guardia tiratrice) prenderà svariati milioni in Europa.
La mia conclusione? Sempre la stessa: non avere fretta, ci possono essere tagli, buyout o simili a inizio stagione, oppure c'è la possibilità di qualche operazione di mercato a febbraio.
commento inserito alle 10:06 del 12 settembre 2007

Bigliettone ha scritto:

  Ciao a tutti...Il discorso "play da ordinaria amministrazione" mi convince, ma non troppo. Dare la palla ai tre per costruire il gioco mi sembra quasi inevitabile vista la forza dei giocatori in questione, ma non vorrei che i Celtics diventino una squadra di isolamenti offensivi su isolamenti offensivi. Perchè se è vero che i tre (soprattutto PP e KG) generano raddoppi e particolari attenzioni difensive in qualsiasi situazione di post, è anche vero che si rischia di essere alla lunga (ai PO per intenderci) una squadra "prevedibile" e "abituata" ad 1/2 tipi di esecuzioni offensive.
commento inserito alle 14:31 del 13 settembre 2007

Christian Spazian ha scritto:

  Dici bene Bigliettone, sta a Doc essere bravo ad integrare i nuovi arrivi ed a plasmare il tutto in un gioco organico.
commento inserito alle 17:53 del 13 settembre 2007

Massimo Tasselli ha scritto:

  E io son qua seduto che aspetto di vederlo!...
commento inserito alle 08:56 del 14 settembre 2007

Scrivi commento
Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.

busy
 
< Prec.   Pros. >

Accedi al sito

Cerca nel sito