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Classe e (gran) temperamento: in tre parole, quel che ci vuole per emergere in qualsiasi sport, e nella vita.
E
se non si riesce a diventare una stella di prima grandezza, la colpa
può essere anche di quelli che ti stanno accanto e lavorano con te e
per te.
Ma il tempo, gran galantuomo, rende giustizia.
Cedric Maxwell arriva ai Boston Celtics nel 1977, dodicesima scelta
assoluta al Draft di quell’anno, che lo ha visto protagonista assoluto
a North Carolina: i 49ers arrivano alle Final Four Ncaa, ma nel match
decisivo per l’assegnazione del titolo è Marquette a prevalere.
I
Celtics vivono una difficile fase di transizione, ma Maxwell riesce
ugualmente a mettersi in luce, mentre prende lentamente forma la
squadra che nel 1981 riporterà il titolo in Massachusetts: al Draft del
1978, Auerbach sceglie un certo Larry Bird da Indiana State, mentre nel
1980 finiscono in casacca biancoverde Robert Parish (che si è gia fatto
notare con Golden State) e Kevin Mchale, talentuoso giovanotto del
Minnesota.
È tutto pronto per la reconquista, insomma, ma
Boston deve ugualmente soffrire contro Philadelphia per vincere il
titolo della Eastern Conference e accedere alle Finali del 1981 contro
Houston, in cui Maxwell (udite, udite) si aggiudicherà il
riconoscimento di MVP.
Maxwell non varrà un Bird o un
McHale, ma è un giocatore di ottimo livello e dal grande carisma:
quando tutti gli altri sembrano perdere la bussola, in situazioni
difficili, il numero 31 sa come rimettere le cose a posto nello
spogliatoio.
Alle
Finali del 1984 c’è da disputare una gara 7 contro gli odiati Lakers:
può succedere di tutto, e Cedric non esita a dire ai suoi compagni di
squadra: “Montate pure sulla mia schiena, ragazzi”. Maxwell segna 24
punti e risulta decisivo per il secondo titolo dell’era-Bird. Nessuno
immagina che, un anno dopo, Maxwell verrà ceduto ai Los Angeles
Clippers in cambio di Bill Walton.
L’innesto del center
californiano varrà ai Celtics la vittoria del titolo nella stagione
1985-86, ma quelli come Cedric lasciano dietro di sé un vuoto difficile
da colmare.
Nel 1988, Maxwell decide di ritirarsi: con la
verve che si ritrova, inizia una fortunata carriera di radiocronista
per la WRKO, che gli affida il commento delle partite dei Boston
Celtics.
La
sua maglia viene ritirata il 15 dicembre 2003: giusto riconoscimento
per un giocatore che ha saputo dare il meglio di sé in una squadra
composta, per gli altri quattro quinti, da autentici fuoriclasse. Non
era facile.
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