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In un’estate che ben pochi dimenticheranno, a Boston e anche
altrove, l’arrivo di House in Massachusetts rischia di passare quasi
inosservato.
Si parla peraltro, a torto o a ragione, di un
nuovo Big Three, da subito in grado di rinverdire (è appena il caso di
dirlo) i fasti degli anni Ottanta e del trio McHale – Parish – Bird.
Ma è anche giusto notare che Pierce – Garnett – Allen
sono soltanto tre dei dodici/quindici giocatori che dovrebbero
veleggiare da novembre in poi, casacca dei Celtics sulle spalle, verso
il diciassettesimo anello nella storia della Franchigia.
Il
cast di supporto è determinante, dai play-off in poi: e se Ainge deve
ancora tirare fuori dal cappello il nome del point guard titolare (dura
la vita del general manager), in backcourt c’è già, comunque: Eddie
House.
Ottimo
giocatore a livello universitario (ha stabilito il record assoluto di
marcature e palle ribate per Arizona State, attestandosi
rispettivamente a 2.044 punti e 258 steals in totale) House, nato nel
1978 a Berkeley, è stato selezionato dai Miami Heat al secondo giro del
Draft Nba 2000 (trentasettesima scelta assoluta).
La sua
carriera tra i pro non è stata finora particolarmente brillante: questa
sarà indubbiamente, per House, una motivazione in più per far bene a
Boston, città che a partire da ottobre tornerà, di prepotenza,
nell’elite della Lega.
Il curriculum vitae di Eddie parla di
tre stagioni a Miami, dal 2000 al 2003, con cifre rispettabili in
relazione ai suoi minutaggi; nel 2003-04 lo troviamo a Los Angeles, con
i Clippers, dove è protagonista di una sola annata, peraltro non
memorabile.
Nel 2004-05, il nuovo shooting-guard dei Celtics
riesce nell’impresa di vestire tre diverse casacche nel giro di 68
partite: prima Charlotte (dove mette a referto 11.1 punti in media a
gara), poi Milwaukee (dove fa soltanto cinque apparizioni, in panchina)
e infine a Sacramento, dove comunque riesce a partire due volte nello
starting-five.
Molto
meno movimentate le sue due ultime stagioni: la 2005-06 House la passa
a Phoenix, dove non trova molto spazio ma ottiene risultati più che
dignitosi (17.5 minuti e 9.8 punti in media a partita); l’ultima in New
Jersey, dove non riesce però a esprimersi al meglio, a causa di alcuni
guai fisici che lo costringono a saltare parecchie partite.
L’arma
migliore di House (1.85 metri per 79 chilogrammi) è il tiro in
sospensione, dalla media e lunga distanza: le percentuali di House
sono, in queste due specialità, davvero ragguardevoli.
Il suo compito sarà quello di sostituire Ray Allen quando il numero 20 avrà bisogno di tirare il fiato in panchina.
Il
campo dirà se anche questa scelta di Ainge pagherà i suoi bravi
dividendi, nella stagione più importante nella storia recente dei
Celtics: la prossima.
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