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#22 - Ed Macauley PDF Stampa E-mail
Scritto da Giampaolo Scaglione   
venerd́ 27 luglio 2007
Il leggendario Walter Brown, fondatore dei Boston Celtics, diceva che mai e poi mai avrebbe immaginato che la sua franchigia potesse fare a meno di lui: ma la primavera del 1956 era una di quelle che cambiano il destino di molti uomini.

Ed Macauley era arrivato in Massachusetts nel 1950, insieme a Bob Cousy: i due propiziarono il primo record positivo (39 vinte e 30 perse)

nella storia dei Green e in pratica gettarono le basi su cui sarebbe stata edificata la Prima Dinastia. Il centro-ala da Saint Louis University, del resto, aveva vinto il più prestigioso torneo universitario nazionale dell’epoca, il NIT, per approdare nei professionisti tra le file dei Bombers e quindi vestire la casacca biancoverde.

A Boston, Ed visse sei stagioni molto intense: la squadra non era ancora da titolo, e proprio nella fatal primavera del 1956 fu chiaro che lo sarebbe diventata solo grazie a un crack come Bill Russell, l’eroe di University of San Francisco. In ordine di draft, sarebbero dovuti essere i Rochester Royals a sceglierlo, ma la cifra di 25.000 dollari da spendere per l’ingaggio venne ritenuta eccessiva.

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La parola passò ai St.Louis Hawks, che intavolarono subito una trattativa: Macauley e Hagan avrebbero dovuto lasciare Boston e in cambio Red Auerbach avrebbe avuto via libera per firmare Russell, che peraltro sarebbe stato disponibile solo a stagione iniziata, per via dei suoi impegni olimpici. Dodici mesi dopo, la vittoria dei Celtics in finale, proprio a spese degli Hawks, dimostrò che la mossa del general manager newyorkese era stata azzeccata, dopo tutto.

Il resto è storia, anche se Macauley conquistò il titolo Nba l’anno dopo con i suoi Hawks: raro esempio di propheta in patria, Ed era nativo di St. Louis e proprio nella sua città ottenne i risultati più importanti di una carriera che durò 10 stagioni e al termine della quale (1960) venne incluso nella Hall of Fame, quando ormai era già divenuto allenatore degli Hawks. Fu un’esperienza breve e senza risultati di rilievo.

Macauley era stato fondamentale nel dare ai Celtics una dimensione nuova, dopo i primi incerti passi della franchigia mondo del basket pro.

Senza di lui – è da riconoscere – Russell non sarebbe mai arrivato a Boston: il numero 6 era di un altro pianeta, senza eguali se non in Chamberlain, ma il ragazzo del Missouri era appena un gradino al di sotto. Appena uno.

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